Scheda progetto

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LABORATORI PARTECIPATI DI PREVENZIONE DEL DANNO SISMICO

con i contributi della Regione Emilia Romagna a sostegno dei processi di partecipazione

 

SOGGETTO RESPONSABILE

èFerrara Urban Center – Laboratorio Urbano, Comune di Ferrara

Responsabile del progetto:

Anna Rosa Fava – Portavoce del Sindaco del Comune di Ferrara,

Resp. del Laboratorio Urbano

Coordinamento del Progetto:

Ivana Cambi – Referente progetti Laboratorio Urbano

Gruppo di Progettazione:

Giovanni Ginocchini – Consulente, specialista percorsi partecipati

Chiara Porretta – Progettazione e svolgimento del Percorso

Davide Manfredini – Esperto tematico, èFerrara Urban Center

Claudio Tassinari – Esperto tematico, èFerrara Urban Center

Silvia Chillemi – Comunicazione e Promozione del Percorso

Ilenia Crema – Comunicazione e Promozione del Percorso

 

SOGGETTI ADERENTI AL PROGETTO

ENEA, Agenzia Nazionale sede di Bologna

Accordo: Applicabilità del caso ferrarese in altre realtà verso un Piano Nazionale

Shigeru Satoh Laboratory, Università di Waseda, Tokio

Accordo: Analisi del caso ferrarese come possibile declinazione del modello giapponese.

Telestense, rete giornalistica locale

Accordo: Attività si sensibilizzazione a livello cittadino sul tema della Prevenzione sismica.

PREMESSA

Per tutto il periodo dell’emergenza sismica, il Laboratorio Urbano di èFerrara Urban Center ha svolto un’attività costante di informazione e comunicazione con i cittadini, attraverso la gestione di un blog di documentazione, “Battiamo il sisma” (https://terremotoferrara.wordpress.com) e l’organizzazione di alcune conferenze e momenti di dibattito pubblico, dai quali è emersa con forza la necessità, da parte dei cittadini, di lavorare sull’ organizzazione di misure operative preventive nella messa in sicurezza del proprio ambiente di vita.

Il percorso proposto nasce da un confronto tra le considerazioni emerse grazie a queste attività e un progetto di prevenzione sismica con gli abitanti sviluppato da un Laboratorio dell’ Università Waseda di Tokyo, lo Shigeru Satoh Laboratory.

Con queste idee, il Laboratorio Urbano si è infine rivolto all’ Agenzia Nazionale ENEA, Centro Ricerche di Bologna, da anni attivo nel settore della prevenzione del danno sismico. E’ nata così una collaborazione tra i due Enti e l’accordo che il percorso partecipato del Laboratorio Urbano possa essere il caso pilota di un progetto di prevenzione sismica a livello nazionale su cui l’ENEA sta attuando verifiche di fattibilità

IL PROGETTO

E’ il 20 maggio del 2012, Ferrara si sveglia sismica.

Lo è sempre stata, ma è solo in quel momento che i suoi abitanti realizzano di vivere in un territorio sismico.  La città, da quel giorno in poi, non può più essere la stessa, non soltanto per le ferite tangibili che il tempo ha in parte già rimarginato, ma per questo mutamento nella coscienza dei singoli.

Consapevole che non esistono ‘calamità’ naturali, ma eventi che diventano tali, a causa dell’inadeguatezza dell’uomo, quando incontrano condizioni vulnerabili del patrimonio edilizio e del territorio in senso lato, il progetto intende coinvolgere un gruppo di cittadini nella costruzione delle conoscenze e degli strumenti necessari per imparare a convivere con il rischio ordinario del terremoto in un’ottica preventiva, piuttosto che emergenziale.

Cosa una persona è in grado di fare, da sola o in gruppo, per  mettere  in  sicurezza  il  proprio  ambiente  di vita?

La maggior parte dei danni, alle persone e alle cose, causati nella città di Ferrara dalle scosse di terremoto del 20 e 29 maggio, è dovuta non a cedimenti strutturali degli edifici, ma all’ incuria e alla scarsa attenzione manutentiva ordinaria degli elementi non portanti, o ad abitudini e a comportamenti inappropriati nella cura dei propri spazi e durante la situazione di emergenza, questo è quanto si è rilevato dalle schede compilate durante i sopralluoghi dai Gruppi qualificati attivi sul territorio nei mesi conseguenti l’evento sismico.

Affrontando il terremoto da questo punto di vista, ognuno di noi può fare qualcosa per ridurre il danno sismico e può farla fin da subito, se accompagnato da validi programmi e strumenti in grado di alimentare una chiara percezione e consapevolezza de rischio sismico e una efficace  capacità operativa.

Cura e prevenzione per un tessuto urbano prezioso e fragile

Il cuore del progetto consiste in un’attività di ricerca sperimentale con un gruppo di abitanti, attraverso una serie di “Laboratori partecipati di prevenzione al danno sismico”, momenti d’incontro, informazione e confronto tra cittadini, esperti, operatori sociali ed economici del territorio, per realizzare un quadro condiviso delle questioni da affrontare in modo da  elaborare strategie, procedure di intervento, pratiche quotidiane e abitudini per la gestione ordinaria del rischio sismico.

L’ambito territoriale scelto è la parte medioevale del centro storico, la zona meridionale dell’agglomerato urbano che si estende da ovest verso est laddove scorreva anticamente il Po di Primaro e a ridosso del quale è sorta a partire dal VI-VII secolo la città estense; una zona oggi densamente popolata caratterizzata da un fitto tessuto edilizio che conserva per lo più i caratteri storici peculiari della città. All’interno di tale ambito territoriale, il Gruppo di Progetto con l’aiuto di alcuni esperti e consulenti scientifici, ha definito gli aggregati urbani all’interno dei quali concentrare l’attenzione.

La scelta dell’area campione è derivata da tre considerazioni principali: la prima è che il centro storico è la parte di città che ha avuto il maggior numero di segnalazioni di danni  e richieste di sopralluogo a seguito del sisma, la seconda è che da una mappatura ancora in costruzione da parte degli uffici comunali competenti, il maggior numero di danni e problemi si confermano effettivamente proprio nella Ferrara dentro le mura, la terza legata al fatto che sull’area ci sono numerosi progetti di ricerca interdisciplinare promossi dall’Università, profonde e articolate analisi del patrimonio culturale cittadino che si stanno dimostrando un valido supporto per la definizione dei contenuti del percorso.

Il percorso con i cittadini si svilupperà attraverso quattro Laboratori partecipati e diversi incontri rivolti all’intera città.

Negli incontri laboratoriali:

LE STORIE PERSONALI: cosa devo sapere per rendere più sicura la mia abitazione

CONFRONTO CON ESPERTI: un quadro condiviso delle fragilità dei casi studio

OSTACOLI E RISOLUZIONI: i problemi da affrontare e gli ostacoli da rimuovere per la loro risoluzione

AZIONI E INDIRIZZI: azioni di collaborazione civica per la prevenzione sismica; indirizzi per nuove forme di gestione ….

Ai laboratori si accompagnerà inoltre un percorso di incontri pubblici, alcuni di carattere tecnico scientifico sui contenuti del progetto, altri con un profilo maggiormente artistico e culturale a definire alcuni momenti chiave del percorso dei laboratori e la loro conclusione ad un anno di distanza dal terremoto del 2012.

Gli incontri aperti a tutta la città:

VISITA GUIDATA ALL’AREA MEDIEVALE DELLA CITTA’

INCONTRO DIVULGATIVO SUI TEMI SCIENTIFICI, STORICI E URBANISTICI TRATTATI

MOSTRA SUL SISMA DEL 2012

PARTECIPAZIONE AGLI EVENTI DEL 20 MAGGIO 2013

Il Documento di proposta partecipata che si otterrà a conclusione del processo indicherà non soltanto le priorità condivise da affrontare e le soluzioni operative elaborate dai laboratori, ma una “modello di procedura ideale” che un cittadino – da solo, in gruppo o in collaborazione con altre realtà sociali in città – , sia in grado di attivare.

Le finalità del percorso di muovono su due fronti, il primo di carattere istituzionale, il secondo – quello forse più importante – di carattere sociale.

Da un lato infatti, il percorso partecipato tenterà di contribuire al miglioramento delle attuali norme urbanistiche ed edilizie sul tema della prevenzione sismica; dall’altro l’auspicio è quello di permettere e promuovere l’attivazione e l’integrazione di reti civiche attive a livello urbano e alla scala di vicinato/aggregato urbano che abbiano come finalità la prevenzione sismica intesa nella sua eccezione più generale,  ossia il prendersi cura dello spazio condiviso in termini fisici e sociali.

5 febbraio 2013

 

 

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