Terremoto Emilia, liquefazione dei terreni: “Come in una moka”

“Per spiegare con una metafora il fenomeno della liquefazione delle sabbie basta pensare a quello che accade in una caffettiera”. Sono le parole di Raffaele Brunaldi, consigliere regionale dei geologi emiliani, che ha tentato di dare una spiegazione al fenomeno della liquefazione dei terreni in Emilia. Un fenomeno inusuale in Italia.

FERRARA – Per spiegare con una metafora il fenomeno della liquefazione delle sabbie basta pensare a quello che accade in una caffettiera”. L’Emilia come la moka, insomma. Questa è l’associzione utilizzata da Raffaele Brunaldi. Nel fenomeno entrano in gioco gli stessi tre elementi che hanno avuto il loro ruolo devastante in Emilia: le sabbie immerse nell’acqua, la pressione, la frattura causata dal terremoto. Queste le cause della liquefazione dei terreni. Un fenomeno conosciuto agli studiosi, ma più dal punto di vista teorico che pratico. E soprattutto i geologi non se lo aspettavano di queste proporzioni. “Non ci aspettavamo un fenomeno di liquefazione di queste dimensioni, ci ha sorpresi la sua natura massiccia e diffusa”, commenta all’Adnkronos Raffaele Brunaldi,  di ritorno da Sant’Agostino. “In Italia non si ha notizia di fenomeni di questo tipo – aggiunge – e ora bisognerà guardare ai modelli giapponesi e statunitensi, dove il fenomeno è più presente, e tararli sull’Italia”.

 Il fenomeno della liquefazione ha bisogno di caratteristiche ed elementi precisi e concomitanti per manifestarsi: servono terreni sabbiosi immersi in acqua, come nel caso della Pianura Padana attraversata dagli alvei di paleofiumi, e una scossa sismica a provocare un forte scuotimento. L’acqua va in sovra-pressione e la sabbia di conseguenza perde di aderenza, trasformandosi nel fango letteralmente eruttato con il terremoto. Per accadere però si deve essere in presenza di sabbie compatte e recenti, come quelle della Pianura Padana, che non hanno avuto il tempo di compattarsi e sono ancora soffici. In più, i sedimenti sabbiosi immersi in falda devono venire ‘a giorno’, cioè in superficie, come nel caso dei dossi dei paleofiumi.

1 Giugno 2012

Fonte: Adnkronos

Per ulteriori informazioni, scarica dal link sottostante un articolo di approfondimento sulla liquefazione (a cura di Giovanni Tosatti, docente di Geologia Applicata all’Università di Modena)

http://www.terra.unimo.it/allegatinews/liquefazione-20120602.pdf

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...