Quando gli Estensi fecero costruire la casa antisismica

Articolo di E. Pol.

La Nuova Ferrara del 11/06/2012

Mario Tozzi sul palco di Antiquitas in piazza Municipale

Centinaia di persone, piene di timore ma anche di speranza, si sono raccolte ieri in Piazzetta Municipale per ascoltare le parole di Mario Tozzi sugli eventi sismici di questo periodo. Per la giornata conclusiva del Festival Antiquitas, realizzato dell’Università di Ferrara con la collaborazione del Comune di Ferrara e Utef, Livio Zerbini ha infatti invitato il geologo, autore e conduttore tv, visto in Gaia su Rai3 e Atlantide su La7. Con grande semplicità Tozzi non solo ha descritto ciò che sta accadendo sotto i nostri piedi, ma ha anche rivelato dettagli di una storia che forse poco conoscevamo. Dopo il terremoto di Ferrara del 1570 il duca Alfonso II (che il Papa Pio V giudicava responsabile del sisma a causa del suo atteggiamento empio) aveva chiamato a corte l’architetto Pirro Ligorio per costruire una casa antisismica, la prima in Italia. «Gli Estensi perciò erano consapevoli della sismicità del territorio – spiega il geologo – se dimentichiamo la nostra memoria storica, inevitabilmente dimentichiamo anche il rischio». Poi il riferimento ai disagi non solo fisici, ma anche emotivi, conseguenti al sisma: «La catastrofe naturale in sé non esiste, siamo noi a renderla catastrofica; i materiali con cui erano costruiti i capannoni che sono crollati erano ottimi, ma le strutture non avevano un progetto antisismico, inoltre dal punto di vista della nostra educazione culturale bisogna cercare di porre maggiore attenzione allo status e alla costruzione degli edifici». Intanto Zerbini canta vittoria per il successo ottenuto dall’edizione 0 del Festival che ha costituito la prima manifestazione tenutasi a Ferrara dopo il terremoto e che il professore spera possa «aver contribuito al ritorno alla normalità e alla serenità di parte della nostra comunità». Sulle sfondo di Antiquitas alcune importanti associazioni che hanno preso parte direttamente alla manifestazione facendo della Piazzetta Municipale la loro postazione principale: la Legio I Italica di Rovigo (che ha spiegato e messo in scena la sua archeologia sperimentale), la Compagnia D’Arme della Lince che durante le giornate ha ricostruito la scherma storica e infine “Arte&Cultura” che, con l’editore Nicola Di Cristoforo, ha proposto al pubblico le proprie creazioni. (e.pol.)

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