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“Terredopo- Ferrara, l’Emilia Romagna, l’Italia: prospettive e soluzioni per difendere il nostro fragile Paese”


Con una relazione piena di dati, cifre, citazioni e dettagli come in “La Casta” e immagini di edifici, costruzioni abusive e monumenti storici disastrati in stile “Vandali”, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, intervenuto a “Terredopo-Ferrara, l’Emilia Romagna, l’Italia: prospettive e soluzioni per difendere il nostro fragile Paese” incontro pubblico di mercoledì 27 giugno nella sala di Consiglio della residenza municipale, ha indicato quali strade seguire e quali evitare nel corso della ricostruzione, in un confronto con il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, moderato da Stefano Ravaioli, giornalista di Telestense.

“Il sisma dell’Emilia è il terremoto dei capannoni distrutti. Le costruzioni medioevali e rinascimentali hanno subito crolli, perché costruite con tecniche di un’epoca diversa. Invece le immagini che resteranno scolpite nella memoria collettiva sono quelle dei capannoni crollati come castelli di carta” ha spiegato Sergio Rizzo introducendo l’argomento.

Il giornalista ha così colto lo spunto per introdurre un tema, quella del consumo del suolo, finora sottovalutato dall’uomo “Uno dei problemi principali evidenziati dal terremoto dell’Emilia Romagna è il cosiddetto soil sealing, consumo del suolo, cioè la quantità di territorio coperto da costruzioni artificiali, che rendono impermeabile il terreno che incidono sull’assetto idrogeologico di diverse aree del Paese”.

Con l’aiuto dei dati evidenzia come il problema del soil sealing sia di grande rilevanza così come sottolineato anche dal Rapporto Istat 2012, dal quale emerge che in Italia il 7,3 % del territorio è coperto da strutture artificiali, una superficie pari a Puglia e Molise messe insieme, contro il 4,3% della media europea.

Una colata di cemento continua che divora l’equivalente di 251 campi di calcio al giorno di paesaggio naturale.

“Non si tratta di essere contro lo sviluppo economico e industriale -ha rimarcato Rizzo- ma occorre che esso sia ordinato ,programmato e rispettoso delle caratteristiche del territorio”.

Allo scempio fatto dal paesaggio dal concentramento di strutture industriali si aggiunge quello delle costruzioni abusive che spesso invadono paesaggi mozzafiato fonti di ispirazione per artisti dei secoli scorsi, decantati da uomini come Goethe e che ora al Sud come al Nrod deturpano le bellezze della Penisola.

Abusivismo incentivato anche dalla politica che attraverso i condoni edilizi ha cercato il consenso. Per fortuna a fronte di scempi evitati come il progetto Europaradiso a Crotone, una futuristica Miami-Las Vegas in salsa pitagorica, ci sono 6/7 milioni di costruzioni abusive come ad Agrigento, Triscina, o Ischia.

Un peccato, perché spesso gli abusi si concentrano in località ad alto potenziale turistico da poter sfruttare per la nostra economia in difficoltà.

Oltre alla scarsa valorizzazione e protezione delle bellezze naturali, l’autore de “la Casta” pone il problema della difficoltà a sfruttare in maniera efficace il nostro patrimonio artistico “Abbiamo il 5% dei siti Unesco, sono 47 in Italia, Ferrara compresa, e non siamo capaci di sfruttare questo tesoro. La Cina guadagna il triplo rispetto a noi dai suoi siti e peggioriamo col passare degli anni. Nel 1970 eravamo al primo posto come meta di destinazione per il turismo ora siamo scivolati al 5° e come indice di competitività siamo 28°.
Villa Adriana dichiarata patrimonio Unesco nel ‘99 ha perso il 42% di visitatori tra minaccia di discarica e pericoli di crollo, Metropolitan Museum e Colosseo con lo stesso numero di visitatori, ma noi incassiamo un settimo rispetto al museo”
.

Rizzo però da qualche segnale di speranza con l’esempio del recupero di Venaria Reale risultato di buon senso e senso civico e di politica lungimirante.

E allora secondo Rizzo la ricetta per evitare la costruzione di mostri è “Combattere abusivismo e speculazione, terminare le opere iniziate e potenziare le infrastrutture”. A chi gli fa notare che “soldi non ci sono per investire in infrastrutture” Rizzo risponde “Basta applicare quello che definisco il Parametro Emilia Romagna 8 euro. In Emilia ogni cittadino spende 8 euro per i consiglieri regionali. Applicandolo al Parlamento e agli altri consigli regionali si otterrebbero i fondi per finanziare interventi di messa in sicurezza anti sisma o più di un piano per la banda larga”.
“Fedeltà fiscale, lotta alla corruzione, taglio alla spesa pubblica e ai costi di amministrazione” gli ingredienti per ripartire.

Il sindaco Tiziano Tagliani ha ricordato che “Il terremoto che pur ci ha colpiti duramente ci pone davanti molte criticità ed aspetti penalizzanti e allo stesso tempo consente di fare delle riflessioni su alcuni temi che riguardano le prospettive per ripartire dopo l’evento sismico– ha esordito nel suo intervento il sindaco Tagliani, che poi ha aggiunto – In un Paese con una conflittualità sempre maggiore, che non ha risolto i grandi problemi e vizi come conflitti territoriali, innovazione, divario tra ricchi e poveri, le persone colpite dal sisma si trovano a fare i conti con queste problematiche ogni giorno”.

“La soluzione – ha concluso il primo cittadino- è quella di interloquire con le amministrazioni per affrontare i problemi, non si deve rinunciare al ruolo della politica che è quello di governare bene un territorio, difendendo la gerarchia di valori in cui crede non cedendo a gruppi di pressione. Ecco allora che quando le città crescono male è un segnale di assenza di politica forte, perché per cercare consenso si scende a compromessi con i risultati che poi sono sotto gli occhi di tutti”.

Scritto da: Pasquale Matarazzo

Data: 11-07-2012

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