Duomo, danni artistici più gravi del previsto


Sono iniziati i lavori per sistemare la zona absidale rimasta ancora inagibile Riscontrate fratture di intonaci e bisognerebbe intervenire anche sul Bastianino

La Nuova Ferrara del 16/01/2013

di Gian Pietro Zerbini

Danni artistici più gravi del previsto nel Duomo di Ferrara. Ieri è stato fatta una prima importante verifica della consistenza delle ferite riportate nelle scosse di terremoto del maggio scorso.Efrem Ferrigato, direttore tecnico del progetto di restauro affidato alla ditta Versab di Badia Polesine è fiducioso comunque di portare a termine il lavoro prima dell’ingresso del nuovo arcivescovo Luigi Negri in Cattedrale fissato per domenica 3 marzo. A dirigere i lavori c’è l’ingegner Giuliano Mezzadri e l’architetto Valeria Virgili, mentre il direttore artistico dell’intervento è il ferrarese Alberto Sorpilli.

Con l’ausilio del ragno meccanico, i tecnici ieri hanno potuto verificare da vicino i danni al Duomo e prendere i necessari provvedimenti per iniziare un delicato lavoro di restauro. «Si tratta di un intervento per risistemare la volta prima dell’abside e l’archetto presbiterale – spiega Ferrigato – ovvero le zone più danneggiate dal terremoto.

Dopo una verifica strutturale è bene fare anche un intervento per risistemare le grosse crepe che sono visibili anche o occhio nudo. Siamo fiduciosi comunque di rispettare i tempi per la consegna dei lavori.

Complessivamente l’intervento comporterà una cifra di 100-120mila euro». «Purtroppo – afferma Sorpilli – se da un punto di vista strutturale si è già quantificato il danno, abbiamo visto che sul fronte artistico l’intervento risulta più delicato del previsto. Nella zona della volta molte parti di intonaco si sono staccate e sono rimaste in piedi per la caratteristica posizione curva del soffitto, altrimenti sarebbe tutto crollato a terra dopo le forti scosse di terremoto. Ci sarà da rifare in quei punti l’intonaco».

Anche il Giudizio Universale del Bastianino, affresco che ha tenuto meglio del previsto alle scosse di terremoto, ha subito delle lesioni e sarebbe necessario effettuare una ricognizione anche perché l’ultimo intervento di restauro alla celebre volta absidale è stato fatto nel 2000 da Ottorino Nonfarmale. «Dopo il sopralluogo tecnico – continua Ferrigato – che effettuiamo con l’ausilio del ragno elevatore, valuteremo come intervenire se dall’intradosso o dal solaio.

Tramite l’accesso del campanile si salirà alla sommità e si guarderà come rinsaldare dall’interno le crepe che si sono formate». Aperto al pubblico lo scorso mese di luglio, il Duomo è una delle chiese che pur gravemente danneggiato ha riaperto per prima i battenti ai fedeli.Con l’intervento in programma in queste settimane, sarà quindi interamente agibile anche nella parte del presbiterio che rimane ancora – per lo meno fino alla fine di febbraio – off limits.

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