«Infrastrutture e aiuti alle imprese»


da QN – Il Resto del Carlino del 03/01/2013

Ivan Damiano: «Come sistema bancario faremo la nostra parte per la ripresa»

«DOBBIAMO aspettarci altri 2-3 anni di economia tendenzialmente piatta». Ivan Damiano, direttore generale della Cassa di Risparmio di Cento, non riesce ad essere ottimista analizzando la difficile situazione economica e finanziaria nazionale e internazionale su cui si inseriscono i cronici problemi della nostra provincia aggravati dagli effetti del sisma di maggio. «Che la fotografia sia a tinte scure lo conferma – osserva ancora il numero uno di CariCento – la rilevante entità delle sofferenze (i crediti non pagati alle banche da imprese e privati, ndr) che nel Ferrarese sono pari al doppio della media regionale». E la stessa Emilia Romagna batte il passo rispeto a tutto il Nord Est dopo decenni di crescita e talvolta di euforia. Molto del disagio che vive tuttora la nostra economia è da ricondurre all’enorme peso del debito pubblico, aggiunge Damiano, la cui necessità di riduzione ha sin qui comportato l’adozione di provvedimenti «che impediscono la ripresa dei consumi colpendo in particolare le imprese che operano prevalentemente sul mercato interno». MA LO STESSO debito pubblico provoca una sorta di reazione a catena che, di fatto, coinvolge anche le banche costrette oggi ad approvvigionarsi a condizioni «non ancora compatibili con l’auspicata riduzione del costo del denaro per le imprese». Paradossalmente, la necessità di procedere alla ricostruzione nel dopoterremoto ha però indotto qualche elemento di accelerazione. Damiano rilancia, a questo punto, una sua vecchia idea, legata alla creazione di una no tax area dedicata alla zona colpita: «La storia economica – dice – insegna che la ripresa in diverse parti dell’Europa è avvenuta in presenza di politiche legate alla defiscalizzazione». Va da sé, aggiunge il dg, che per diventare realmente attrattivo il nostro territorio deve vedere realizzate quanto prima importanti infrastrutture, come la Cispadana attesa da troppi anni, insieme all’attuazione di politiche industriali di riconversione e reindustrializzazione delle aree manifatturiere più colpite. Privati e imprese colpiti dal terremoto non sono certo rimasti con le mani in mano in attesa dei (comunque necessari) aiuti da Bologna e da Roma per rimuovere le macerie e avviare la ripresa. «CARICENTO – dice Damiano – si è immediatamente attivata, secondo molteplici modalità. Ricordo la proroga delle rate dei mutui; l’attivazione del plafond per finanziare le prime opere per la ricostruzione; la previsione di un fondo di garanzia, d’intesa con la Fondazione CariCento, per sostenere le imprese danneggiate; la partecipazione attiva a tutte le iniziative istiutuzionali finalizzate all’erogazione di contributi per la ricostruzione per finire con il finanziamento per agevolare il pagamento delle imposte. Di pochi giorni fa – continua – è poi la firma dell’accordo con il Fondo Europeo degli Investimenti per finanziare a costi competitivi le imprese più innovative e in particolare quelle colpite dal terremoto». Non solo: sul piano più strettamente sociale, ricorda ancora il direttore, la Cassa ha messo immediatamente a disposizione del Comune di Cento una tensostruttura per attività giovanili, ha acceso un conto corrente di solidarietà che a breve frutterà un altro intervento pubblico e, più di recente, ha dato il via libera alla concessione al Centro anziani di Cento del Caffè Italia di proprietà della banca. «Di concerto con la Fondazione stiamo infine ragionando – conclude Damiano – su una serie di interventi per favorire la ripresa del commercio nel centro storico di Cento, iniziativa estendibile ad altri centri storici tuttora sofferenti. Non ultimo, in un periodo contrassegnato su base nazionale da un calo marcato dei prestiti, chiuderemo l’anno con volumi invariati sul 2011, anche questo indicatore di presenza attiva a supporto del sistema economico locale». Al di là dei numeri di bilancio, CariCento si è rafforzata sotto molti profili: tutte premesse per un 2013 che vedrà ancora «CariCento a supporto del proprio territorio elettivo, delle persone che lo abitano e delle imprese che lo animano».

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