Successo per le opere salvate dal terremoto


da Ferrara24ore.it del 17/12/2012

Riscuote consensi la mostra “Salvati dal terremoto. Dipinti e sculture dai centri storici tra Bologna e Ferrara”, una raccolta di tele provenienti dalla Pinacoteca Civica “Il Guercino” e dalle chiese di Cento. L’esposizione è stata inaugurata a Palazzo delle Esposizioni, di Bologna lo scorso 7 dicembre e sono già soddisfacenti i dati degli accessi. Gli eventi sismici del 20 e il 29 maggio 2012 hanno inferto danni gravissimi al patrimonio artistico dell’area bolognese, ferrarese, modenese e reggiana: centri storici quali Cento, Crevalcore, Galliera, Pieve di Cento e Sant’Agostino, gravitanti nel territorio tra Bologna e Ferrara, hanno visto seriamente compromessi, per cedimenti, crolli e fessurazioni pericolose, i principali edifici ecclesiastici antichi, con il rischio della perdita di importanti opere d’arte che vi erano conservate.

Gli interventi eroici dei Vigili del Fuoco (leggi articolo) e l’impegno dei Funzionari delle Soprintendenze hanno messo in sicurezza le opere mobili di maggior pregio (leggi articolo), ora ricoverate nelle vaste sale del Palazzo Ducale di Sassuolo, negli ambienti messi a disposizione da privati a Pieve di Cento, nei depositi allestiti presso Art Defender a Bologna e in quelli presso la stessa Pinacoteca Nazionale di Bologna.

La mostra si propone quindi di attirare l’attenzione del pubblico sulla gravità della condizione e sullo stato di precarietà in cui versano gli edifici lesionati e di informarlo circa i rischi di cancellazione di testimonianze storiche delle diverse comunità civiche. Verranno esposte alcune opere molto importanti di scuola bolognese dal Cinquecento al Settecento.

Tra queste la grande pala di Ludovico Carracci della Pinacoteca Civica di Cento (uno dei capolavori del grande maestro bolognese, firmato e datato 1591), due importanti dipinti del Guercino (la giovanile Sibilla della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento; la grande Annunciata della collegiata di Pieve di Cento, del 1646), due pale d’altare di Ubaldo Gandolfi e inoltre solenni, austeri e seducenti dipinti di Lorenzo Sabbatini, Denys Calvaert, Alessandro Tiarini, Giovan Francesco Gessi, Ludovico Lana e altri; testimonianze significative della pittura emiliana che per lungo tempo saranno sottratte alla pubblica visione in conseguenza della precarietà strutturale degli edifici che finora le hanno custodite, sia ecclesiastici che civili.

La mostra – promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna e Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini- è curata da Luigi Ficacci e Angelo Mazza.

La mostra rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2013, da martedì a domenica dalle ore 10,00 alle ore 19,00.

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