Terremoto, appello per una chiesa ferita


da Estense.com del 5/12/2012

Il patrono del Rione Santo Spirito annuncia una campagna di sensibilizzazione per reperire risorse per Santa Maria della Consolazione

E’ ancora chiusa per i danni subiti dal terremoto del 20 maggio la chiesa rionale di Santa Maria della Consolazione di via Mortara. E lo rimarrà fino a quando non si troveranno le risorse economiche per le necessarie riparazioni. Il Rione Santo Spirito, che ha realizzato negli anni diverse iniziative nella chiesa contribuendo alla sua valorizzazione, quest’anno non potrà dunque festeggiare l’8 dicembre, ma intende comunque approfittare della ricorrenza dell’Immacolata Concezione per dare inizio a una campagna di sensibilizzazione per poter trovare le risorse finanziarie e permettere la riapertura della chiesa cinquecentesca.

Lo annuncia il Patrono della contrada giallo verde, Gabriele Mantovani, autore anche delle foto presenti in questa pagina e scattate proprio la mattina del 20 maggio al’interno della chiesa. “L’8 dicembre 2012 – commenta Mantovani – non sarà possibile entrare in Santa Maria della Consolazione, quindi non si potrà ammirare l’interno della più bella chiesa cinquecentesca di Ferrara, non sarà possibile ammirare lo stupendo affresco degli angeli musicanti posto alla sommità dell’abside e non sarà possibile costruire nessun presepe, nessuno di quelli che hanno fatto conoscere alla cittadinanza  questa chiesa. Non sarà possibile celebrare la santa messa e non sarà possibile ascoltare nessuna musica. Santa Maria della Consolazione in questi anni era diventata la chiesa della musica. Negli ultimi 10 anni vi si sono svolti circa 50 appuntamenti musicali tra concerti e lezioni  Alcuni anni fa ha ospitato il Festival dello strumento rinascimentale. Ha inoltre ospitato una parrocchia provinciale della Chiesa Ortodossa Rumena”.

In questi mesi il Comune di Ferrara ha preso a cuore la situazione di Santa Maria della Consolazione, mettendo in sicurezza la torre campanaria, “però con le tante emergenze ancora presenti in città – spiega Matovani – difficilmente potrà, a breve, riuscire ad intervenire anche per l’interno”. Il fatto di aver mantenuto una costante presenza in questo angolo della città, vigilando sulla chiesa e nel vicino chiostro (dove ha sede proprio la contarda di Santo Spirito), “ha limitato a due le visite inopportune da parte di mascalzoni notturni”.

Da qui l’appello di Mantovani e del Rione per il reperimento delle risorse che permetteranno di ripristinare l’interno della chiesa permettendone la riapertura. “Aiutateci – è l’invito di Mantovani – ma sopratutto aiutate a risanare una ferita ricevuta dal nostro patrimonio artistico”.

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