Sisma, Errani: “Da tragedia usciremo più forti”


da Reggionline.com del 27/11/2012

Il governatore ha tracciato un primo bilancio a sei mesi dalle scosse. Annunciate nuove ordinanze

La devastazione del terremoto “Finita la ricostruzione, ci presenteremo al mondo meglio di prima. Da una grande tragedia, un occasione per una grande qualificazione dal punto di vista sismico, ambientale, energetico, della ricerca, della produzione e del lavoro”. Lo ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla ricostruzione, Vasco Errani che, a sei mesi dal terremoto, ha tracciato un primo completo bilancio degli interventi realizzati, dei programmi e delle prospettive. Lo ha fatto oggi pomeriggio a Bologna – dopo aver incontrato i sindaci dei territori colpiti dal sisma – insieme al sottosegretario alla Presidenza della Regione Alfredo Bertelli e agli assessori regionali Paola Gazzolo (Protezione civile), Alfredo Peri (Programmazione territoriale) e Gian Carlo Muzzarelli (Attività produttive).”Che siamo fuori dalla fase di emergenza mi sembra un fatto oggettivo. Ora occorre accelerare sulla ricostruzione poiché la crescita di questo territorio è fondamentale per sostenere la ripresa economica dell’intero Paese”, ha aggiunto il presidente Errani.
Durante l’incontro è stato anche comunicato che sono stati liquidati in mattinata 21 milioni di euro per 9692 famiglie che stanno utilizzando il Cas, contributo per l’autonoma sistemazione, e che entro la metà di dicembre sarà ultimando il piano per il completamento definitivo delle opere provvisionali nei Comuni colpiti dal sisma.
Il presidente Errani ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà emanata un’ordinanza per l’assegnazione dei contributi per edifici e unità immobiliari a uso abitativo che abbiano subito gravi danni, i cosiddetti immobili classificati ‘E pesanti’.Tra le prossime ordinanze anche quella relativa all’assegnazione dei prefabbricati abitativi rimovibili sia per gli ambiti urbani (poco meno di 800) che rurali (circa 170).

Le cifre
A seguito dei terremoti del 20 e 29 maggio 2012, in Emilia-Romagna sono stati colpiti 57 Comuni di quattro province (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia). Sono 33 i Comuni che rientrano nel cosiddetto cratere, ovvero l’area maggiormente colpita: 7 in provincia di Reggio Emilia, 14 in provincia di Modena, 5 in provincia di Bologna, 7 in provincia di Ferrara. La popolazione complessivamente coinvolta residente è pari a circa 550mila persone. Per la prima volta è stata colpita una zona non solo densamente popolata ma anche con una altissima industrializzazione, un’agricoltura fiorente e un alto tasso di occupazione. Nell’area del cratere si produce l’1,8% del Pil nazionale. I danni del sisma sono stati stimati (relazione inviata alla Commissione Ue) in 13 miliardi e 273 milioni di euro. In Emilia-Romagna la stima è di 12 miliardi e 202 milioni di euro: 676 milioni per i provvedimenti di emergenza; 3 miliardi e 285 milioni di danni all’edilizia residenziale; 5 miliardi e 237 milioni di danni alle attività produttive; 2 miliardi e 75 milioni di danni ai beni storico-culturali e agli edifici religiosi; la quota restante è suddivisa fra edifici e servizi pubblici e infrastrutture.

La governance
Il Governo ha nominato Commissario delegato alla ricostruzione il presidente della Regione, Vasco Errani. La prima ordinanza del Commissario ha istituito il Comitato istituzionale e di indirizzo, presieduto dal presidente della Giunta, dai presidenti delle Province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara e dai sindaci dei comuni colpiti. Il Commissario può delegare le funzioni ai sindaci e presidenti di Provincia.
Per consentire agli enti locali di sbrigare le pratiche della ricostruzione il DL95/L135 (art 3 bis) ha concesso la possibilità di assunzione di personale in deroga a favore di Comuni colpiti dal sisma (170 unità) e della Regione Emilia-Romagna (50 unità).

Le opere provvisionali
L’obiettivo di questa linea di azione è stato di realizzare il maggior numero di interventi provvisionali e di somma urgenza per riaprire completamente le zone rosse, ripristinare la piena viabilità, facilitare il rientro nelle abitazioni di coloro che hanno la propria esposta ad un rischio di crollo esterno. Si tratta di interventi urgenti di messa in sicurezza che ricomprendono diverse tipologie: dalle recinzioni alle demolizioni parziali o totali di edifici pericolanti, da puntellamenti di facciate alla realizzazione di passaggi protetti, dalla rimozione di tegole e comignoli, fino alla riparazione di lesioni non strutturali. Dopo l’ordinanza da 1,1 milioni di euro per la realizzazione di 26 interventi, sono state emanate le ordinanze commissariali n. 18, 27, 37, 55, 71 per il finanziamento delle opere provvisionali. In particolare l’ordinanza 71 ricomprende interventi per i beni culturali per 3,8 milioni di euro e opere idrauliche e ponti per 3,1 milioni. Si tratta di circa 600 interventi urgenti, di cui 165 afferenti i beni culturali, che riguardano strutture ed infrastrutture, per una vasta tipologia di interventi. Il finanziamento complessivo per tali interventi è di 21,5 milioni di euro, provenienti dal
Fondo per la ricostruzione. Inoltre a breve si prevede la pubblicazione di ordinanze per ulteriori 15 milioni di euro.

Le case
Circa 40 mila gli edifici controllati: di questi 24.564 sono abitazioni, 963 scuole, 2.075 edifici a uso produttivo, 2.697a uso commerciale, 1.139 uffici, 11.311 depositi e 174 unità d’uso turistico ricettivo. Dagli esiti di verifica dell’agibilità è emerso che: il 41% degli edifici è immediatamente agibile, il 23% temporaneamente o parzialmente inagibile, il 30% inagibile il 6% inagibile per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio. Le abitazioni dichiarate inagibili, a conclusione dei sopralluoghi sono oltre 31 mila (abitazioni con danni classificati in classi B, C, D, E) e 2.600 con rischio esterno (F). Si tratta di prime e seconde case, occupate e libere, ovvero è la stima puntuale della consistenza del patrimonio immobiliare a uso abitativo danneggiato dagli eventi sismici di
maggio. I danni stimati ammontano a oltre 3,3 miliardi di euro.

a) Case: dall’emergenza alla ricostruzione
La prima misura messa in campo per sistemazioni alternative è stata il Contributo di autonoma sistemazione (Cas), concesso a oltre 14mila famiglie per un totale di persone coinvolte pari a circa 40.000). A questi, per avere il “peso” esatto del terribile impatto dei terremoti, occorre aggiungere tutti coloro che in quel periodo avevano scelto di essere ricoverati nelle strutture di accoglienza (tendopoli, strutture al coperto, alberghi). Per far fronte all’emergenza abitativa è stato emanato il “Programma casa per la transizione e l’avvio della ricostruzione” contenente misure per sostenere i costi per trovare un nuovo alloggio (oltre al Cas anche alloggi in affitto), per dare contributi per la riparazione dei danni e rafforzamento locale strutturale e per ripristinare gli alloggi pubblici danneggiati. Inoltre sono in corso di realizzazione circa un migliaio di moduli prefabbricati abitativi. Di questi, circa 800 da realizzare in aree appositamente allestite in 7 dei 13 comuni che ospitavano tendopoli e circa 160 in ambito rurale, a servizio delle attività agricole.

b) Case: riparazione e ripristino

Già avviati i provvedimenti per la riparazione dei danni e rafforzamento locale strutturale (ordinanza 29 e successivo testo coordinato con ordinanza 72) degli edifici danneggiati per i quali sono concessi contributi fino all’80%. Sono stati definiti anche i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi per la riparazione e il ripristino con miglioramento sismico di edifici che sono stati dichiarati inagibili quindi con esito E, ma con danni leggeri (ordinanza 51 e testo coordinato con ordinanza 73). Si punta sostanzialmente su di una ricostruzione di qualità, per raggiungere più elevati livelli di sicurezza. Il patrimonio edilizio esistente, specie quello più vecchio, sarà mantenuto in efficienza per resistere anche a eventi eccezionali. La ricostruzione potrà diventare un’occasione per ridurre la vulnerabilità e migliorarne considerevolmente i livelli
di sicurezza.

Le scuole
Per permettere l’avvio dell’anno scolastico entro settembre, come previsto dal calendario regionale, in considerazione del danneggiamento di 450 edifici scolastici, di cui ben 60 hanno comportato la costruzione di soluzioni provvisorie, in attesa di essere riparati o demoliti e ricostruiti è stato definito un “Programma operativo regionale per le scuole”, che ha permesso la riapertura di quasi tutti gli istituti nei termini previsti.

Sono state verificate 868 scuole, 791 di proprietà pubblica e 77 di proprietà privata, che ospitano complessivamente oltre 70 mila studenti. Gli edifici scolastici risultati totalmente inagibili (classificati E) sono 133 di proprietà pubblica e 7 di proprietà privata, mentre 22 edifici scolastici pubblici e 2 privati sono risultati inagibili ma per cause esterne (F). Sono risultati però parzialmente inagibili (classificati in B e C) ulteriori 296 edifici scolastici, di cui 271 pubblici e 25 privati.

a) Scuole: alla prova della campanella
Il Programma operativo scuole ha avuto una dotazione complessiva di oltre 166 milioni di euro. Gli interventi di ripristino e di rafforzamento sono stati affidati ai Comuni e alle Province, per gli immobili di loro competenza. Sono stati previsti contributi per 81 milioni e 250 mila euro a Comuni e Province e di 5 milioni 850 mila euro a soggetti privati per le scuole paritarie, per la riparazione immediata. Degli edifici scolastici non recuperabili si è occupata la struttura del Commissario delegato, prevedendo soluzioni alternative per garantire l’inizio dell’anno scolastico. Gli interventi, eseguiti direttamente dalla struttura commissariale per la somma di 79 milioni e 420 mila euro, riguardano la costruzione di 28 edifici scolastici temporanei (61 milioni di euro), l’affitto di prefabbricati modulari per 30 edifici scolastici (23,5 milioni). Sono stati ultimati tutti gli interventi e in totale sono stati così reinseriti in strutture nuove circa 18mila ragazzi e in totale si è garantito il rientro per circa 50 mila giovani.

b) Scuole: al via le palestre provvisorie
Sono già state individuate, nei comuni colpiti dal sisma, le aree dove saranno costruite le palestre scolastiche temporanee. Lo stabilisce l’ordinanza numero 80 del 22 novembre 2012. Il provvedimento approva la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di 25 palestre scolastiche temporanee per 29 milioni di euro e le connesse opere di urbanizzazione. Gli interventi sono compresi nei territori comunali: di Bondeno, di Cento, di Mirabello, di Poggio Renatico, di Vigarano Mainarda (provincia di Ferrara); di Fabbrico, di Reggiolo, di Rolo (provincia di Reggio Emilia); di Bomporto, di Carpi, di Castelfranco (Manzolino), di Camposanto, di Concordia sulla Secchia, di Finale Emilia (Massa Finalese), di Mirandola, di San Possidonio, di San Felice sul Panaro, di San Prospero, di Soliera (provincia di Modena); di Galliera, di San Giovanni in Persiceto, di Pieve di Cento (provincia di Bologna).

Le attività produttive
Il sisma ha colpito una delle aree produttive più importanti del paese: si ricorda infatti che questa zona, estremamente vasta, presenta una elevatissima concentrazione di unità produttive agricole, agroalimentari, industriali ed artigianali, con la presenza di distretti produttivi (come il biomedicale, solo per fare l’esempio più noto) di rilevanza internazionale (l’area produce 19.6 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2011 e genera 12.2 miliardi di euro di esportazioni). Sono quasi 66 mila unità locali e 270 mila addetti nei settori dell’industria e del terziario, pari rispettivamente al 15,6% ed il 15,9% dei valori totali dell’Emilia-Romagna. Le aziende coinvolte sono diverse migliaia per un valore complessivo del danno stimato di
2,7 miliardi di euro. A causa del terremoto hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione oltre 40 mila lavoratori per 3.748 unità produttive a causa della sospensione dell’attività della propria azienda. L’ampiezza dell’area colpita dal sisma e l’importanza delle attività economiche non può che riflettersi sull’entità dei danni. Per quanto riguarda le aziende agricole e zootecniche localizzate nei comuni dell’area colpita, potenzialmente interessate dal sisma, sono quasi 14mila (pari al 18,7% del totale regionale), per una superficie agricola utilizzabile di oltre 200mila ettari, di cui 1.233 aziende con allevamenti. Complessivamente, i danni stimati per il settore agricolo e quello agro-industriale sono pari a 2,4 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi per le aziende agricole e zootecniche e 145 milioni di euro per le imprese agroindustriali. La quota maggiore dei danni si concentra nella provincia di Modena, con il 91,5% dei danni totali.

a) Imprese: la ricostruzione
Sono già partite – con l’ordinanza del Commissario numero 57 – le procedure per i contributi destinati agli interventi per la riparazione, il ripristino, il miglioramento sismico e la ricostruzione di immobili ad uso produttivo distrutti o danneggiati, ma anche per la riparazione e l’acquisto di beni mobili strumentali all’attività e per la ricostituzione delle scorte distrutte o danneggiate. Le domande devono essere presentate – mediante modello e procedura informatica – entro il 15 maggio 2013 e ci saranno 60 giorni di tempo per concedere il contributo. Tutti gli interventi previsti dall’ordinanza devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2015. La procedura edilizia è in capo ai Comuni. La procedura di valutazione e di riconoscimento dei contributi fa capo al Commissario delegato, che si avvale di una apposita struttura
tecnica (SII, Soggetto Incaricato dell’Istruttoria).
L’ordinanza consente di finanziare a fondo perduto l’80% dei costi : il fondo per la copertura del finanziamento è quello previsto dall’art.3 bis della legge 135/2012, il cosiddetto provvedimento normativo sulla spending review. Si tratta di un credito di 6 miliardi concesso alle banche dalla Cassa Depositi e Prestiti, garantito e pagato dallo Stato. Presentando il riconoscimento del contributo presso un istituto bancario sarà possibile ottenere l’apertura di un conto equivalente, a costo zero, al valore riconosciuto: la
banca pagherà lo stato di avanzamento lavoro all’imprese esecutrice.

b) Imprese e ricostruzione: legalità e qualità

La Regione ha firmato con le associazioni sindacali e d’impresa il Protocollo per la Legalità, in cui ci si impegna ad applicare la legge regionale n.11/2012. Le stazioni appaltanti si impegnano a non ricorrere al criterio del massimo ribasso. La Regione ha approvato l’elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche dell’Emilia-Romagna e ha istituito l’elenco di merito delle imprese (su base volontaria). La procedura per il finanziamento a fondo perduto della ricostruzione esclude intrinsecamente l’economia in nero e consente la tracciabilità dei pagamenti: l’autorizzazione del contributo è condizionata alla presentazione delle fatture e il pagamento avviene direttamente alle imprese e ai progettisti da parte delle banche. Tutti i beneficiari e le imprese affidatarie ed esecutrici dei lavori devono essere in regola con le norme del codice antimafia.
I Comuni e la Struttura commissariale controllano la regolarità del DURC e trasmettono l’elenco delle imprese affidatarie ed esecutrici dei lavori edili al GIRER, il Gruppo Interforze Ricostruzione Emilia-Romagna, appositamente istituito con decreto del ministero dell’Interno.
Per lavori di importo superiore ai 500 mila euro (escluse eventuali forniture dirette di prefabbricati al beneficiario) per le attività produttive, di 150 mila per le abitazioni in B e C e 258 mila euro per le E leggere, le imprese devono essere in possesso di attestazione Soa. In mancanza di tale qualificazione diretta possono ricorrere a consorzi, associazioni temporanee o all’istituto dell’avvalidamento.

La cultura e i beni architettonici
La stima dei danni diretti al patrimonio culturale raggiunge oltre 2 miliardi di euro e riguarda circa 2.100 strutture. Sono 782 gli edifici di culto di proprietà ecclesiastica danneggiati, di cui oltre la metà hanno subito danni medio gravi e alcune decine il crollo o collasso parziale dell’edificio. Tra chiese e campanili risultano danneggiati oltre 530 edifici. Biblioteche e beni librari: risultano gravemente danneggiate 2 biblioteche a Cento e Finale Emilia; 14 sono quelle che hanno subito danni lievi. Per quanto riguarda le sale cinematografiche, sono 7 le strutture inagibili che hanno dovuto interrompere l’attività (5 nella provincia di Modena, 1 in quella di Bologna ed 1 in quella di Reggio Emilia). Risultano gravemente danneggiati 12 teatri (10 dei quali sono Storici) nei comuni di Crevalcore, Pieve di Cento, Cento, Ferrara, Carpi, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, Fabbrico, Rolo. Tra questi, soltanto il Teatro Comunale di Ferrara ha ripreso le attività mentre altrove sono ancora in corso verifiche e preventivi per la messa in sicurezza. Per quanto riguarda le strutture-impianti sportivi, gli spazi danneggiati sono circa un centinaio, dei quali il 50% al coperto (palestre, palazzetti dello sport, ecc.), prevalentemente a uso scolastico. Una trentina di impianti risultano aperti e funzionanti a seguito di interventi di lieve entità. Gli spazi dei quali è stato previsto il recupero con pesanti lavori di ripristino, circa una cinquantina, risultano tuttora non utilizzati.

a) Il programma beni e attività culturali

E’ stato definito un programma dei primi interventi indifferibili ed urgenti. Al 15 novembre risultano finanziate, con la gestione commissariale, 165 opere provvisionali per interventi su chiese, campanili, palazzi storici, rocche e castelli, complessi cimiteriali, ecc… Inoltre sono stati finanziati 26 interventi nella gestione Dicomac, anch’essi in molti casi riferibili a beni culturali (per messe in sicurezza urgenti,e
cc.) per oltre un milione di euro. Si sta ultimando la predisposizione del programma di ripristino dei luoghi di culto nelle 6 diocesi coinvolte nel terremoto. Si tratta di riattivare e ridestinare al culto circa 60 chiese
per una spesa di 15 milioni di euro.
E’ in corso il programma “Beni culturali mobili: beni librari, artistici e storici, archivistici”. Per quanto riguarda le biblioteche gli interventi effettuati sono stati finora:

– recupero del patrimonio da edifici inagibili: Cavezzo, Mirandola, Finale Emilia
– realizzazione di servizi bibliotecari sostitutivi quali: Biblioteche itineranti (Bibliobus,
Pulmino di Pane e Internet), tensostrutture, bibliotende, anche mediante acquisizioni
librarie mirate e gestione delle donazioni
– Attività di promozione e animazione della lettura (laboratori coi ragazzi nelle tendopoli).
Gli interventi da programmare con le Amministrazioni locali riguardano invece prioritariamente la programmazione della ristrutturazione delle sedi o della realizzazione di nuove sedi definitive, la predisposizione e gestione di servizi sostitutivi intermedi. Inoltre il programma Attività culturali, che fa riferimento alle sedi di spettacolo gravemente danneggiate, ha previsto diverse iniziative per raccogliere fondi da destinare alla loro ristrutturazione e per restituire ai cittadini emiliani spazi di socialità, diffusione di
cultura e occasioni di divertimento, anche con l’allestimento di tensostrutture in grado di ospitare iniziative culturali di tutti i generi e per tutti i pubblici. A partire dallo scorso 6  luglio, sono stati realizzati laboratori e decine di appuntamenti di spettacolo in spazi appositamente predisposti a Mirandola e Finale Emilia, gratuitamente offerti agli spettatori.
Il ricco calendario estivo di eventi, rivolto sia agli adulti che ai più giovani, è parte di “Scena Solidale”, progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione e da Emilia Romagna Teatro Fondazione. “Scena Solidale” ha previsto la realizzazione, oltre alle tensostrutture di Mirandola e Finale Emilia, di un terzo Teatro Tenda a Cento, da destinare allo svolgimento di spettacoli ma anche ad occasioni di incontro di diversa natura, e la programmazione di “Una nuova stagione”. Quest’ultima è un’iniziativa di solidarietà che coinvolge grandi protagonisti del teatro italiano, che hanno aderito a titolo gratuito, e i principali teatri della regione nella realizzazione di un calendario di serate da ottobre ad aprile 2013 il cui ricavato sarà devoluto alle attività teatrali di “Scena Solidale”.

Salute
A causa del sisma sono stati evacuati gli ospedali di Mirandola, Carpi e Finale Emilia (Modena), e Bondeno (Ferrara) mentre è stata disposta la chiusura di alcuni reparti a titolo precauzionale a Modena e Ferrara.
Le aziende sanitarie del servizio sanitario dell’Emilia-Romagna hanno riportato danni diretti per 96 milioni di euro. I danni alle strutture sanitarie e per le tecnologie sanitarie ammontano a 59 milioni di euro (opere provvisionali urgenti aree sanitaria – socio-sanitaria e sociale, opere per il ripristino funzionale, acquisto attrezzature per gestione emergenza urgenza o per sostituzione causa danneggiamenti, Opere di ripristino e miglioramento). I danni per la prima assistenza, misure provvisorie di alloggio e servizi di soccorso a 37
milioni. Inoltre altri configurabili come danni diretti le opere di miglioramento sismico e/nuove costruzioni per la difficoltà di ripristinare quelle danneggiate per 69 milioni.
La prima fase post sisma è stata gestita con apposite ordinanze con cui è stata disciplinata la realizzazione di opere provvisionali ed interventi per il ripristino immediato di infrastrutture e attrezzature in campo sanitario, socio-sanitario e sociale, compreso l’acquisto di attrezzature per gestione dell’emergenza delle urgenze, segnatamente per oltre 5 milioni di euro. Inoltre sono in corso interventi per il ripristino funzionale delle strutture per circa 32,8 milioni di euro e opere per il ripristino e il miglioramento delle stesse per 21,2 milioni. E’ inoltre allo studio ed in alcuni in progettazione un programma di interventi di
miglioramento/adeguamento delle strutture sanitarie nonché nuove di nuove costruzioni , dove il recupero degli immobili risulta essere diseconomico. L’importo complessivo di questa tipologia di interventi è di circa 69 milioni di euro.
Alla fine del mese di ottobre per gli ospedali più danneggiati, Carpi e Mirandola, le attività sanitarie risultavano riattivate rispettivamente per l’80 % e per il 40 %. Entro i primi mesi del 2013 gli interventi per il ripristino funzionale delle strutture ospedaliere saranno completati. Anche le attività sanitarie sul territorio modenese, ferrarese e bolognese stanno ritornando a regime.

Idraulica e bonifica
Per quanto riguarda il Sistema idraulico e di bonifica, la stima dei danni ammonta complessivamente a 72,3 milioni di euro. Si sono verificati danni ad impianti di rilevanza strategica per lo scolo delle acque, a
manufatti idraulici, a fabbricati di servizio e ad opere di difesa idraulica, tra cui alcuni tratti di arginature, sia sul reticolo di bonifica sia sul reticolo idraulico principale. Gli eventi sismici hanno, in particolare, reso inagibili o gravemente danneggiato gli edifici nei quali sono collocati alcuni importanti impianti idrovori, causandone la mancata o ridotta funzionalità e pertanto ad oggi tali impianti non sono più in grado di garantire con efficacia lo scolo delle acque con conseguente rischio di allagamento dei territori di pianura interessati. Per tali finalità il Commissario ha stanziato oltre 9,1 milioni di euro, destinati a realizzare
51 interventi nelle quattro province interessate (sono inoltre stati finanziati alcuni interventi in provincia di Mantova dove sono ubicati i principali impianti idrovori finalizzati a garantire lo scolo delle acque della pianura emiliana), con l’obiettivo di ripristinare adeguati livelli di sicurezza idraulica nei territori limitrofi.

Programma municipi
Una delle prime azioni realizzate dal Commissario è stata dare avvio alla immediata ricostruzione dei municipi danneggiati, per mettere in condizioni le amministrazioni coinvolte di poter continuare ad operare a servizio della propria collettività. Si è trattato di realizzare municipi temporanei con l’acquisto di prefabbricati o la riparazione o la ricostruzione delle sedi danneggiate. La spesa programmata è stata di
39,4 milioni di euro. Con le ordinanze 26 del 22 agosto 2012, 28 del 24 agosto 2012 e 30 del 30 agosto 2012 sono stati definiti: il programma operativo municipi la localizzazione delle aree e l’approvazione degli atti di gara. Il Programma per la riparazione dei municipi danneggiati si è sostanziato in:
– affitto di soluzioni alternative o nel caso reperimento di locali disponibili;
– riparazione immediata per quelli che hanno esito di agibilità B o C per 7 milioni si
euro;
– realizzazione di Edifici Municipali Temporanei (EMT) per nove comuni (costo 28
milioni di euro e Prefabbricati Modulari Municipali (costo 735mila euro) per altri tre
comuni, a seconda del tempo previsto per la riparazione dei municipi, sul modello
delle scuole
– contributi per soluzioni alternative temporanee alla riparazione o ripristino edifici
esistenti, opere di urbanizzazione, per 3,65 milioni.

Rimozione macerie
Per garantire la rimozione in tempi rapidi delle macerie derivanti dai crolli degli edifici e anche quelle derivanti dalle attività di demolizione e abbattimento di strutture pericolanti, la Regione ha sviluppato una prima disciplina di emergenza per la gestione delle attività di rimozione, il loro monitoraggio e la copertura della spesa da sostenere si stima in circa 21,3 milioni di euro. Le macerie vengono rimosse a cura dei soggetti gestori del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (Aimag, Cmv servizi, Geovest, Hera, Sabar Servizi, Iren). A oggi le macerie rimosse ammontano a 221 mila tonnellate.
Relativamente ai cantieri (edifici da abbattere-rimuovere) fin qui individuati, aperti e rimossi (chiusi), ce ne sono un totale di 804, di cui 588 già chiusi. I cantieri individuati potrebbero crescere ancora di numero man mano che vengono adottate nuove ordinanze dei sindaci. I quantitativi di macerie fin qui considerati sono tutti tracciati e messi in sicurezza essendo oggi in deposito presso gli impianti riportati nelle tabelle sopra riportate. In questo momento sono in corso di valutazione le collocazioni definitive e le possibilità di recupero delle macerie già rimosse o che saranno rimosse nei prossimi mesi. L’ordinanza numero 79, dispone di utilizzare il materiale derivante dalle macerie attualmente stoccato all’interno degli impianti di prima destinazione per la copertura finale dei siti e per la realizzazione della viabilità interna delle discariche. Prosegue la sperimentazione volta a valutare le modalità tecnico-economiche per
raggiungere l’ottenimento di materie prime seconde da utilizzare come materiale per rilevati stradali, derivante dalle procedure di demolizione selettiva degli edifici danneggiati.

Le donazioni
Per quanto riguarda gli sms solidali dell’intero ricavato all’Emilia-Romagna vanno oltre 14,35 milioni di euro, pari al 95% della somma frutto delle donazioni. A garantire il percorso e la supervisione è stato costituito un comitato di garanti. Sono stati individuati 38 progetti che riguardano altrettanti comuni: si tratta di scuole, asili nido, pinacoteche, municipi, beni culturali, palestre polifunzionali, centri di interesse sociale. I fondi raccolti dal concento del 22 settembre a Campovolo sono stati destinati alla ricostruzione di istituti scolastici. I fondi raccolti con il Concerto per l’Emilia dello scorso 25 giugno allo stadio Dall’Ara di Bologna andrà agli ospedali di Mirandola e Carpi. La manifestazione ha raccolto più di 3 milioni di euro: esattamente 1,9 dagli sms solidali e 1,2 dall’incasso diretto della manifestazione (biglietti e contributi). Le donazioni sul conto corrente della Regione ammontano a 10,4 milioni di euro. Le donazioni sono state affrontate adottando la seguente dinamica: i Comuni segnalano interventi di rilevo urgenti per la comunità locale; viene redatto un elenco di tali interventi da offrire ai donatori perché essi possano scegliere come destinare i propri fondi; sono state già individuate numerose opere e interventi, per i quali verrà garantita una costante e periodica informazione circa lo stato dell’impiego delle risorse e l’avanzamento dell’intervento di ripristino e/o di ricostruzione.

 
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