L’appello per l’asilo di San Luca: «I bimbi non sanno più dove giocare»


da QN – Il Resto del Carlino del 28/11/2012

Suor Pina: «I locali sono inagibili dal 20 maggio, servono fondi»

«I nostri bimbi non hanno più i loro spazi per giocare, per svagarsi, per crescere sereni. Sono costretti a fare i compiti in refettorio». Suor Giuseppina Ciocca (nella foto sopra) – semplicemente suor Pina, per i tanti bambini ferraresi diventati un po’ più grandi tra quelle mura di via Putinati – indica le pareti di quello che prima era il doposcuola dell’asilo di San Luca. Guarda le crepe, le transenne, i calcinacci; cammina sulla polvere, tra i tubi incollati. E, nonostante le difficoltà, non smette di sorridere. «Il 20 maggio, dopo la prima scossa era crollata questa porzione della struttura; e da allora i locali sono inagibili. Abbiamo inziato i lavori, ma ora non ce la facciamo: mancano i soldi per completare l’opera», sospira. Ne mancano tanti. La cifra da raggiungere è 500mila euro. OGGI, qui, tutto è stato messo in sicurezza. Ci sono puntelli, ponteggi, gabbie metalliche. Ci sono lavori avviati e pareti bianche che aspettano solo di essere riempite dai disegni dei bambini. «Noi fino a un certo punto ce la facciamo, ma più in là no. Abbiamo aspettato a chiedere aiuto perché ci rendevamo conto che subito dopo il terremoto forse c’erano emergenze molto più gravi delle nostre», sussurra la religiosa. Parla piano, pesa ogni parola. Come se avesse paura di azzardare troppo o essere fraintesa. «Ma ora è giunto il momento di fare sentire anche la nostra voce – incalza -: in queste condizioni siamo costretti a richiedere sacrifici ai bambini e alle loro famiglie. Non c’è più il cortile, non ci sono spazi adeguati. Ci serve davvero un aiuto». Perché «chiudere un luogo come questo», sottolinea, «significa lasciare a casa tante famiglie che non sanno come accudire i loro piccoli. Mentre noi abbiamo sempre cercato di venire incontro ai genitori che lavorano, senza alcuna differenza sociale». Non ci sono fasce di reddito, in quell’asilo che ogni anno ospita circa 80 bambini dai due anni e mezzo ai cinque. A due passi dal centro storico, la lista d’attesa è già iniziata anche per il 2015. «La retta è di 200 euro mensili, pasti compresi. E lo sappiamo che è poco, meno degli altri. Ma la nostra politica è sempre stata questa: dare un servizio alla città». NELLA SCUOLA materna – proprietà dell’istituto delle suore Immacolatine di Alessandria (ordine fondato da madre Carolina Beltrami) – lavorano tre suore e nove dipendenti, tra educatrici, maestre, cuoca e inservienti. «Qui è dove i bambini dovrebbero stare». E mostra le stanze, spaziose, luminose; due piani di edificio ora trasformati in cantiere. Sale le scale, attraversa un corridoio, apre una porta. «Qui, invece, è dove siamo obbligati a tenere i bimbi dalle 12,45 alle 18 ogni giorno. La stessa stanza in cui prima si mangiava e basta». Tavolini bassi e seggioline colorate, messi in ordine. E un soffietto per delimitare gli spazi. «Il nostro appello? È semplice… » Suor Pina allarga le braccia e butta un occhio al cielo. «Ci sarà pur qualcuno in grado di darci una mano per ridare a Ferrara un luogo sicuro per i nostri bambini. Aiutateci».

di BENEDETTA SALSI

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