Città d’arte, 300mila euro per rilanciare immagine Ferrara


da il portale della Regione Emilia – Romagna del 26/11/2012

La scorsa estate calo di presenze fino al 40% “anche per notizie non fondate che hanno amplificato i danni subìti”

Città d’arte, 300mila euro per rilanciare immagine FerraraCittà d’arte dell’Emilia-Romagna: rispetto all’estate 2011, quest’anno si è registrato un calo di presenze anche del 40%. E a spaventare i turisti non sono state solo le scosse ma anche le “notizie destituite di ogni fondamento” diffuse, soprattutto all’estero, per amplificare i danni reali del sisma alle opere d’arte e alle strutture di accoglienza. La Regione, in una delibera approvata dalla Giunta Errani, destina un contributo di 300.000 euro al Comune di Ferrara proprio per sostenere azioni di “comunicazione, informazione, accoglienza, promozione e sostegno alla commercializzazione turistica, da realizzare contestualmente o in affiancamento agli interventi di ripristino della funzionalità e fruibilità delle strutture di valore turistico”. Insomma, nell’Emilia colpita dal terremoto c’è da ricostruire anche la fama di regione turistica, non solo alberghi e beni culturali. Le scosse di maggio “hanno causato ingenti danni alle strutture dell’ospitalità turistica – dice la delibera – ai contenitori culturali, ai beni di pregio artistico, storico, architettonico, urbanistico ed ambientale e, conseguentemente, hanno provocato una flessione delle presenze turistiche”. Si parla di “ingenti danni anche per l’opera di diffusione di notizie, destituite di qualsiasi fondamento, costruite per amplificare in modo macroscopico i danni reali subiti dalle strutture turistiche e la capacità ospitale dei territori interessati dal sisma”. 

Di conseguenza, si afferma, “il timore indotto dall’evento sismico, amplificato dai fenomeni di comunicazione distorta, ha influenzato negativamente le scelte di vacanza della potenziale clientela sia italiana che estera e ha ulteriormente peggiorato la situazione dovuta alla perdurante crisi economico-finanziaria internazionale”. Tanto che “i flussi turistici delle città d’arte hanno registrato flessioni fino a oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2011”. Il problema è che il turismo “contribuisce in modo significativo, e per alcune città in modo strategico, non solo alla formazione del Pil, ma anche allo crescita di un reale modello sociale basato sullo sviluppo sostenibile”. La paura generata nei turisti e il conseguente calo di presenze rischiano dunque di “determinare condizioni di forte rallentamento dello sviluppo” e possono quindi “causare instabilità nell’ambito del sistema turistico regionale, flessioni dei fatturati e del cash-flow, perdita delle condizioni necessarie per avviare investimenti aziendali e flessioni dei livelli occupazionali”.

Gli enti locali sono impegnati, in questi mesi, a far ripartire la macchina del turismo. Ma “il riavvio delle attività economiche del settore turistico danneggiate può avvenire solo a fronte della inscindibile e contestuale realizzazione di azioni di comunicazione, informazione, accoglienza, promozione e sostegno alla commercializzazione turistica, azioni che risultano indispensabili per il pieno superamento dell’emergenza e il conseguente ritorno alle normali condizioni” degli operatori.

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