Zone terremotate, agevolati gli aiuti ai dipendenti


da Il Sole 24 Ore del 22/11/2012

La scadenza di dicembre: anche ai lavoratori riconosciuto il finanziamento garantito dallo Stato per pagare le imposte

Ai dipendenti terremotati vengono riconosciuti il finanziamento delle imposte da Unico, nonché l’erogazione di liberalità non tassate. Il Dl 194/2012 si affianca agli altri provvedimenti emanati per tutelare chi ha subito danni a seguito degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 nei territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo.
Il provvedimento, in vigore dal 17 novembre scorso, ha lo scopo di assicurare la tempestività della ripresa dei versamenti sospesi, che devono avvenire entro il 16 dicembre, e allarga anche ai titolari di reddito di lavoro dipendente la platea dei beneficiari del finanziamento previsto dal Dl 174/2012 per il pagamento di tributi dal 20 maggio e fino al 30 giugno 2013.
Il meccanismo di finanziamento, assistito dalla garanzia dello Stato e della durata massima di due anni, consente di procrastinare il pagamento delle somme dovute e di ricominciare la ripresa dei versamenti a partire da luglio 2013, secondo un piano di ammortamento della durata massima di due anni che prevede la restituzione del solo capitale utilizzato per i versamenti di tributi dovuti nel periodo dal 20 maggio 2012 al 30 giugno 2013.
Pur nell’attesa di chiarimenti, si ritiene che, poiché relativamente ai lavoratori dipendenti le norme agevolative contenute nel Dm 1° giugno 2012 e nei Dl 74 e 83 del 2012 non prevedevano la sospensione dell’effettuazione e del versamento delle ritenute da parte dei sostituti di imposta, di fatto, avranno potuto usufruire della sospensione dei versamenti e potranno usufruire del finanziamento per il pagamento delle imposte solo i dipendenti che hanno presentato il modello Unico ovvero che erano tenuti al versamento dell’Imu o di altre imposte “diverse” dall’Irpef trattenuta dal datore di lavoro.
Molto più generalizzata è invece l’agevolazione contenuta nell’articolo 8, comma 3 bis del Dl 74/2012. La stessa prevede, infatti, che non costituiscono reddito di lavoro dipendente le erogazioni liberali, i sussidi occasionali o gli altri benefici di qualsiasi genere concessi, fino al 31 dicembre 2012, a dipendenti e/o da datori di lavoro residenti nei comuni terremotati in relazione agli eventi sismici in commento. Anche se la fattispecie sembra riconducibile alla soppressa lettera b) dell’articolo 51, comma 2 del Tuir, la mancanza di vincoli espressi fa ritenere che gli unici presupposti per l’applicazione dell’agevolazione fiscale siano la residenza del dipendente e/o l’operatività del datore di lavoro nei comuni terremotati. Di conseguenza, si ritiene che un’azienda che opera in un Comune compreso tra quelli cosiddetti del “cratere” possa corrispondere – in “esenzione” da imposte e contributi – sussidi, erogazioni liberali o altri benefici, per qualsiasi importo, solo ad alcuni e non quindi «alla generalità o a categorie» di propri dipendenti, purché i soggetti beneficiari di tali erogazioni possano sostenere di avere avuto un qualsiasi disagio in conseguenza degli eventi sismici dello scorso maggio. Potrà operare analogamente qualsiasi datore di lavoro privato, anche non operante nelle zone del cratere, a favore di dipendenti residenti nei comuni individuati dal Decreto del 1 giugno scorso.
La norma ammette quindi che non siano assoggettate ad imposta e a contributi ad esempio:
– le erogazioni dei datori di lavoro privati a favore di lavoratori residenti nei comuni colpiti dal sisma, nonché le erogazioni effettuate dalle società capogruppo (anche non residenti in Italia) a favore dei dipendenti (residenti nelle zone del “cratere”) di società del gruppo operanti, o meno nelle zone colpite dal sisma;
– le erogazioni effettuate da parte di datori di lavoro privati operanti nelle zone colpite dal sisma a favore di propri lavoratori, anche se non residenti in tali zone, al fine di ridurre, anche nei loro confronti, i disagi conseguenti al sisma come, ad esempio, la sospensione dell’attività produttiva.
Per quanto riguarda, infine, la durata dell’agevolazione, anche se la norma sembra riferirsi ad un rigido principio di cassa, poiché nell’ambito del reddito di lavoro dipendente si considerano relative al periodo d’imposta anche le somme erogate entro il 12 gennaio del periodo di imposta successivo, se relative all’anno precedente, si ritiene che se la liberalità o il sussidio viene e erogato con la retribuzione di dicembre nei primi giorni del mese di gennaio 2013 la stessa possa comunque usufruire dell’agevolazione.

di Michela Magnani

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