Terremoto: manca una tempistica certa per le risorse


da la Nuova Ferrara del 20/11/2012

L’assessore provinciale Calderoni (Protezione civile) fa il punto sulla ricostruzione «Il problema, anche per le imprese, sono i tempi e la completa copertura dei costi»

A sei mesi di distanza dalle scosse di terremoto che – prima nella notte tra il 19 e il 20 maggio e poi il 29 maggio – hanno colpito in maniera molto forte il nostro territorio, abbiamo fatto il punto della situazione con l’assessore provinciale alla Protezione civile, Stefano Calderoni. «A tutt’oggi – afferma Calderoni – dato per assodato il fatto positivo che tutte le tendopoli che erano state attivate sono state chiuse, il problema più importante che ci troviamo ad affrontare è la mancanza di una tempistica certa legata all’erogazione delle risorse. Speriamo che si sblocchi in maniera positiva e definitiva la situazione legata ai contributi provenienti dall’Unione Europea su cui ritenevo inevitabile che ci fossero dei ritardi fisiologici. Auspichiamo che si compia quello sforzo straordinario per la copertura completa dei costi che purtroppo è ancora solo parziale. Si è al lavoro per arrivare anche con le banche a strutturati meccanismi di anticipazione di risorse per i cittadini».

«Le situazioni difficili – continua l’assessore rimangono sicuramente quelle legate alle persone che hanno avuto danni alle case e qui la logica nelle ordinanze è stata quella di dare la priorità di intervento agli edifici che presentavano situazioni di minore gravità in modo da far rientrare in casa il prima possibile tutte le persone che erano nelle condizioni di poterlo fare. Non facile è anche la situazione per tante imprese perché è molto complicato ripartire quando purtroppo, ad esempio, sono andati persi i capannoni».

Calderoni annuncia una novità importante per il settore agricolo: «Grazie a economie sui fondi che sono state realizzate in altre Regioni relative ai Pgrammi di sviluppo rurale – dice Calderoni – è stata messa a disposizione della Regione Emilia Romagna una somma di 100 milioni di euro. Questo contributo di solidarietà dai fondi residui del progetto è stato oggetto di un bando già pubblicato dalla Regione. Le aziende terremotate, naturalmente dimostrando i danni subiti, possono accedere a una quota e con queste risorse possono ad esempio acquistare strutture temporanee in attesa del ripristino dei fabbricati».

Capitolo conclusivo sulle scuole: «In questo ambito credo si sia fatto veramente quasi un miracolo. Si è garantito il regolare inizio delle lezioni praticamente dappertutto in moduli prefabbricati o in nuove strutture. Una cosa mi sento di dirla: il terremoto è stato un colpo molto duro per il nostro territorio, ha messo a dura prova la pazienza delle nostre comunità ma grazie al lavoro intenso da parte di tutti, alla conclusione della fase emergenziale avremo sicuramente strutture scolastiche più moderne, più confortevoli e all’avanguardia ad esempio nell’ottica del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente. Va davvero sottolineata la capacità di trasformare un fattore così negativo in una esperienza positiva».

di Andrea Tebaldi

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