Terremoti, nasce il “Manifesto per la ricostruzione sostenibile”


da Greenreport.it del 29/10/2012

Purtroppo in un paese sismico come l’Italia il tema dei terremoti è sempre di attualità, il che dovrebbe indurre a convogliare risorse nelle attività di ricerca per la prevenzione, nell’edificazione realizzata con criteri antisismici e anche nella ricostruzione sostenibile nelle aree colpire dal sisma.

Naviga su questa rotta la manifestazione Smart cities a Bologna, è stato presentato un documento elaborato in collaborazione dal Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane e il comune di Ferrara, in seguito al terremoto che ha colpito a maggio i territori delle tre regioni del bacino padano, l’Emilia, la Lombardia, il Veneto.

L’obiettivo del “Manifesto per la ricostruzione sostenibile” è quello di trasformare le criticità in opportunità, di portare ricerca, innovazione e tecnologia, possibilità  professionali e di impiego. «Un modello di ripristino di ciò che in seguito ad un sisma ha subito gravi ferite, un nuovo modo di concepire le relazioni, il ruolo pubblico, la politica, l’economia, il sociale  e quanto concorre alla costruzione di una comunità e di un luogo – è scritto nel testo – Certamente la ricostruzione deve essere bipartisan, comprensibile, etica, democratica, condivisa, identitaria, trasparente, giusta e legale. I finanziamenti, di qualsiasi provenienza, devono essere tracciabili e dedicati ai progetti della ricostruzione».

Tra le proposte per la fase di ricostruzione: far sì che chi dona per solidarietà divenga azionista del progetto che sosterrà, mirare ad una ricostruzione leggera con progetti piccoli e diffusi che permettano l’uso veloce dei fondi, lasciare autonomia ai territori che devono poter decidere per sé, pur mantenendo legami con le Regioni e lo Stato centrale, adottare un approccio open  data per mettere a disposizione dei cittadini tutte le informazioni in possesso della pubblica amministrazione, creare data base per la condivisione delle best practices, strutturare processi decisionali brevi, tracciabili in qualsiasi momento, supportare la sinergia tra aziende, cooperative, università altri enti di governo per assistere le imprese colpite anche con protocolli per calmierare i prezzi delle delocalizzazioni in altri stabili, incentivare e articolare forme di microcredito, dotare il sistema di strumenti di Risk governance.

D’altronde sono molti gli esempi che anche in un passato recente (vedi ricostruzione a L’Aquila) sono andati nella direzione opposta, il che rafforza la proposta che mette al centro le città, in una logica di sussidiarietà, con una supervisione delle istituzioni sovraordinate.

Il documento non trascura nemmeno gli aspetti sociali della ricostruzione, dato che il sisma cancella le tracce delle esistenze e lascia segni tanto materiali, quanto morali e psicologici. Si da quindi molta importanza al rispetto dei tempi annunciati, di assistenza ed accompagnamento delle famiglie e delle imprese nell’affrontare le difficoltà dei percorsi autorizzativi, di coprogettazione con i cittadini, di collaborazione con ordini ed associazioni di categoria.

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