Terremoto: 5.000 aziende agricole restano a bocca asciutta


da Ferrara24ore.it del 25/10/12

Niente sostegno post-sisma né agevolazioni fiscali

Ferrara – Le aziende agricole emiliano romagnole danneggiate dal sisma dello scorso maggio non hanno ancora visto materializzarsi i finanziamenti promessi dal Governo ma – nel contempo – dovranno pagare oltre 400 milioni di tributi e contributi allo Stato. A denunciare la situazione la Coldiretti Emilia Romagna, che ha ha scritto al presidente della Regione Emilia Romagna e commissario per il sisma, Vasco Errani, e a tutti i parlamentari della regione, sollecitando un intervento per modificare il disegno di legge “Stabilità”, che verrà discusso domani e che contiene disposizioni in favore delle zone terremotate. Secondo la comunicazione di Coldiretti le 5.000 aziende in questione sarebbero “Figlie di un dio minore”, colpite da una norma che prevede che solo i titolari di reddito d’impresa possano accedere ai finanziamenti e alla rateizzazione in due anni dei tributi e contributi sospesi dal maggio 2012, grazie all’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, con gli interessi a carico dello Stato. “Le imprese agricole singole e le società semplici – spiega Coldiretti – sono titolari di reddito dominicale e agrario e pertanto sono escluse da questi benefici, con la conseguenza di dover pagare i contributi e le tasse in scadenza il 16 dicembre prossimo”. “Si tratta di un provvedimento ingiusto e iniquo – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che ha provocato negli imprenditori agricoli colpiti dal sisma molta delusione e tanta rabbia. Le aziende agricole che hanno deciso di rimanere sul territorio e di portare avanti una delle agricolture più specializzate d’Italia e del mondo a metà dicembre si ritroveranno a dover versare tributi e contributi in una soluzione unica per una cifra complessiva stimata attorno ai 400 milioni di euro, mentre per adesso hanno ricevuto tante promesse, ma neanche un centesimo di aiuti”.

Coldiretti fa notare che le aziende agricole con case, capannoni, magazzini, stalle e attrezzi danneggiati stanno facendo investimenti con proprie risorse acquistando macchine agricole e rimettendo in sicurezza i fabbricati per poter continuare l’attività.

“Se il provvedimento del Governo non cambia saranno costrette a chiudere – commenta Tonello – ma prima scenderemo in piazza a difesa della nostra attività”.

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