Guide turistiche


da QN – Il Resto del Carlino del 24/10/2012

Sarebbe davvero bello se come sorpresa nel prossimo uovo di Pasqua dei ferraresi ci fosse la riapertura al pubblico di Palazzo Schifanoia perchè vorrebbe dire che, a meno di un anno dal terremoto che il 20 maggio 2012 ha colpito la città e ferito i suoi monumenti, Ferrara tornerebbe almeno in parte alla normalità, a poter mostrare i suoi preziosi edifici storici ai turisti e non solo, un po’ come ritrovare le vecchie abitudini. Le intenzioni da parte del Comune ci sono tutte, come ha confermato l’assessore alla Cultura Massimo Maisto durante la seconda uscita dell’edizione speciale di Lezioni di Territorio, l’iniziativa promossa da Provincia e Camera di Commercio e rivolta principalmente alle guide turistiche con lo scopo di illustrare lo stato del patrimonio storico – artistico della città dopo il terremoto. Per la prima volta dopo il 20 e il 29 maggio le porte di Palazzo Schifanoia sono state riaperte a personale non tecnico e anche noi abbiamo potuto constatare i danni che il sisma ha provocato: praticamente inesistenti nell’ala del ‘300, visibili ma per fortuna non troppo gravi in quella del ‘400, come hanno sottolineato Angelo Andreotti, direttore dei Musei d’Arte Antica e Storico – Scientifici del Comune e Natascia Frasson, responsabile del Servizio Beni Monumentali. NEL Salone dei Mesi saltano subito agli occhi due crepe coperte da veline nella parete orientale, nei mesi di Maggio e Marzo e alcuni distacchi nelle cornici lignee e più in generale negli apparati decorativi, che hanno subìto danni anche nelle sale successive: quella degli Stucchi o delle Virtù, quella delle Imprese, le Sale Tassoni e la Sala della Caccia. E’ a causa di questi distacchi che il Palazzo è stato dichiarato inagibile, non per lesioni gravi alla struttura che invece ha retto. I danni saranno lievi ma colpiscono comunque: calcinacci per terra, teche vuote, sacchi neri a coprire in parte il pavimento, ponteggi e armature. Per eliminare tutto questo e restittuire Palazzo Schifanoia al pubblico ci sono a disposizione 550mila euro, come ha ricordato la Frasson, che arrivano dagli sms di solidarietà che gli italiani hanno inviato nei mesi successivi al sisma. Per poter riaprire a Pasqua in realtà ne occorrono meno: tra 70 e 80 mila euro per il restauro degli apparati decorativi e altri 25mila per predisporre la riapertura ma questo terremoto porta con sè anche qualcosa di buono: la possibilità di usare i fondi per il restauro degli affreschi e per il miglioramento sismico, per l’inserimento di un ascensore per i disabili (che permetta anche a loro di accedere al primo piano e quindi al Salone dei Mesi), per l’adeguamento alle norme antincendio. TRA gli altri interventi in programma per il futuro ricordati da Andreotti: migliorare l’illuminazione nell’ala del ‘300 e attrezzarla da un punto di vista didattico con schede e foto che permettano una migliore fruizione della collezione delle terracotte, di quella degli avori e di quella egizia. «L’obiettivo di tutti questi interventi – ha concluso Andreotti – non è solo ‘curare’ le ferite di Palazzo Schifanoia ma riuscire a mettere in mostra proprio il Palazzo che potrebbe diventare il museo di se stesso».

di TANIA DROGHETTI  

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