Dai tagli ai partiti fondi per i terremotati


Stanziati 91 milioni. Gabrielli: l’Emilia ha reagito meglio. L’ira del sindaco dell’Aquila Catricalà «I risparmi del 2013 saranno destinati ad aree colpite da altre calamità»

dal Corriere della Sera del 17 ottobre 2012

I soldi risparmiati con i tagli alla politica, ovvero con il dimezzamento dei fondi pubblici destinati ai partiti, andranno alle Regioni colpite dal terremoto. Sono 91 milioni di euro, i risparmi del 2012, e andranno per 61 milioni all’Emilia Romagna, in particolare alle province di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia, ma anche alla provincia veneta di Rovigo e a quella lombarda di Mantova. Venti milioni sono tuttavia riservati all’Umbria, o meglio ai comuni interessati dal terremoto del 15 dicembre 2009. Infine, dieci milioni saranno destinati alla provincia dell’Aquila.
Tutto pronto, dopo la firma del decreto da parte del premier Mario Monti ma non ci sono soltanto i paesi terremotati da assistere: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha assicurato che «non ci siamo dimenticati di altri eventi calamitosi e i 78 milioni per il 2013 provenienti dal taglio dei fondi ai partiti, saranno destinati ad aree del Paese colpite da altre calamità, come alluvioni e dissesti idrogeologici». L’occasione dell’arrivo di questo denaro fresco che di fatto sblocca per moltissimi comuni il patto di stabilità, diventa anche la leva di una polemica a distanza tra il capo della Protezione civile Franco Gabrielli e il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente. Gabrielli ha detto che a suo parere gli «emiliani hanno reagito meglio» degli aquilani al terremoto, e a Cialente che si lamenta del fatto che a L’Aquila è tutto fermo, Gabrielli risponde che «ci sono molte cause ma anche il territorio ha le sue responsabilità. Io ho visto un territorio, quello emiliano, molto diverso dalla mia esperienza aquilana. È sempre facile dare le responsabilità ad altri, a chi sta fuori». Cialente ha tutt’altro che apprezzato le parole del capo della Protezione civile e ha reagito: Gabrielli sbaglia di grosso, ha detto, non è affatto vero che gli emiliani siano migliori degli aquilani, è che «la colpa è stata di un governo e di tutto un meccanismo che ha creato una governance in cui gli enti locali non avevano alcun ruolo. Da aprile 2009 al primo febbraio 2010 siamo passati dal potere assoluto della Protezione Civile a un regime di commissariamento, in cui la stessa organizzazione escludeva completamente un qualsiasi ruolo degli enti locali».
Secondo Cialente, Gabrielli «ha perso la capacità di avere notizie sulla situazione aquilana, noi ci siamo dovuto inventare come ricostruire. Le città vanno ricostruite dai cittadini non da un potere commissariale». Gabrielli ha replicato che le parole di Cialente gli sono sembrate «sproporzionate e anche offensive». «Non pretendo di dare pagelle né di offendere la memoria delle 309 vittime, semplicemente credo sia nelle mie facoltà esprimere un giudizio che seppure non gradito è difficilmente contestabile».

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