Terremoto, all’Emilia-Romagna altri 45 milioni dal Fondo sociale europeo.


Il contributo di solidarietà è costituto dalle Regioni italiane attraverso la riprogrammazione dei loro Programmi operativi.

da regione.emilia-romagna.it del 2 ottobre 2012

L'assessore Bianchi e Zoltan Kazatsay della Commissione europea (vice direttore generale della Direzione economia sociale di mercato e Direzione occupazione, affari sociali, inclusione)Un contributo di solidarietà di 50 milioni di euro per Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, colpite dal terremoto: lo hanno costituito le Regioni italiane, attraverso la riprogrammazione dei propri Programmi operativi del Fondo sociale europeo.

La quota di competenza della Regione Emilia-Romagna è pari a 45 milioni e 714 mila euro, di cui 5 già disponibili perché provenienti dalla propria riprogrammazione, e 40 in arrivo dalle altre Regioni. Le risorse contribuiranno a superare le difficoltà causate dal terremoto e a dare piena attuazione agli obiettivi del Programma operativo in corso 2007-2013.

La disponibilità della Commissione europea a consentire la riprogrammazione delle risorse delle Regioni è stata testimoniato dalla delegazione in visita a Bologna. La Commissione ha sottolineato il supporto che intende dare alla comunità, per sottolineare l’importanza dell’investimento sulle persone per affrontare la ricostruzione.
All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale alla formazione e lavoro Patrizio Bianchi, il vice direttore generale della Direzione economia sociale di mercato e Direzione occupazione, affari sociali, inclusione della Commissione europea Zoltan Kazatsay e Nicolas Giber-Morin e Pietro Tagliatesta della Direzione economia sociale di mercato negli Stati membri della Commissione Ue.
La visita della Commissione europea prosegue a Mirandola dove incontrerà i rappresentanti delle istituzioni locali, di alcune aziende biomedicali, delle scuole e della formazione professionale.

Grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalle Regioni italiane, l’Emilia-Romagna può avviare la concertazione con le parti sociali per elaborare progetti per il territorio.  Nell’area colpita dal sisma – 54 Comuni nelle Province di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia –  vivono oltre 767 mila persone, e il 14,8% della popolazione ha temporaneamente perso il lavoro mentre il 15,6% ha perso il proprio reddito. Una situazione particolarmente grave, visto che in questa area viene prodotto il 2% del Pil dell’intero Paese. Solo nella ‘zona rossa’, i dodici Comuni più colpiti, sono 2.919 le aziende con 6.705 dipendenti. La stima complessiva tra danni e costi dell’emergenza ammonta ad oltre 12 miliardi e 200 milioni di euro.

Queste risorse contribuiranno pertanto a rafforzare, potenziare e consolidare le opportunità per le persone e per leimprese: formazione per la qualificazione e l’inserimento lavorativo dei giovani, mobilità transnazionale, azioni a sostegno di nuova occupazione, interventi per  aiutare le imprese. Nell’incontro sono stati presentati i dati sull’attuazione del Programma operativo regionale per evidenziare la necessità di una programmazione straordinaria a sostegno delle aree colpite e la capacità e l’impegno della Regione a rendere disponibili in tempi brevi le azioni aggiuntive.

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