Il cuore dei ferraresi batte per il Comunale


Emozioni alla serata organizzata dalla Nuova alla Sala Estense. Le voci dei testimoni di Ferrara, Modena e L’Aquila unite dalla solidarietà

da La NuovaFerrara del 21\9\2012

«Vogliamo contribuire a restituire alla città il suo Teatro, un patrimonio per Ferrara e per l’umanità», annuncia il direttore della ‘Nuova’, Paolo Boldrini, introducendo ‘Voci e musica dal terremoto’, serata organizzata dal nostro quotidiano alla Sala Estense. Un’iniziativa che ieri sera (il 20 settembre scorso per chi legge -nota del blog-), a partire dalle 21.30, ha riunito sul palco e in platea tante persone, autorità, rappresentanti del mondo della cultura, della politica e della società ferrarese, accomunati da un’esperienza che ha marcato in modo profondo la storia di questa terra e la vita dei suoi abitanti. In platea c’erano anche i testimoni diretti della tragedia che ha fuso nel lutto e nell’angoscia, ma anche nella tenacia e nella capacità di reazione, territori che oggi hanno un ruolo importante nel Paese e nella sua economia, e lo hanno avuto anche in passato . Così hanno potuto abbracciarsi Cristiano Cavicchi, il fratello di Nicola, morto sotto le macerie del capannone della Ceramica S. Agostino il 20 marzo scorso, e Gloria Ansaloni, la vedova di Leonardo, deceduto quella stessa notte nello stesso capannone e nello stesso turno di lavoro, quando la terra tremò. Due sindaci, Barbara Paron e Alan Fabbri, hanno offerto voce e musica. Una lunga scaletta ha legato parole e ricordi, testi che – come ha evidenziato il direttore Boldrini – hanno già raccontato alla città e al Paese lo sgomento e la paura, l’orgoglio e la forza d’animo. Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, ha letto le parole indirizzate da Gloria Ansaloni al presidente Napolitano («Siamo noi in primis a rimetterci in gioco, ma ora abbiamo bisogno di aiuto, anche perchè finora non abbiamo mai chiesto niente, abbiamo sempre dato e continueremo a dare allo Stato») ; Fabio Mangolini ha riproposto il monologo dei figli di Gerardo Cesaro, Andrea e Nicola («Era lì tra gli altiforni, quando la terra ha tremato ed è rimasto lì con il suo lavoro»). Autrice della terza lettura, la delegata Fiom Pamela Fiorini, di Cento: «Per me, la mia gente si veste di una parola sola: dignità». In apertura le immagini del filmato girato dal professor Livio Zerbini, con il sottofondo musicale del quartetto di Luca di Luzio, hanno preparato il terreno allo scorrere di emozioni e memorie, richiamate poi dagli interventi dello stesso Boldrini, di Enrico Grazioli, direttore della Gazzetta di Modena e da Giustino Parisse, caporedattore del quotidiano ‘Il Centro’ (ha perso due figli e il padre), anche lui testimone, ma di un’altra tragedia, che ha visto scomparire una città, L’Aquila, e, tra le macerie, 309 persone.

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