Terremoto, bando straordinario per 500 giovani volontari


A lavoro per l’Emilia ferita dal sisma

La Nuova Ferrara dell’11 settembre 2012

Di questi, 400 saranno destinato alla nostra regione: 340 saranno impegnati nel settore educativo e assistenziale, mentre 50 nella tutela dei beni artistici e culturali

Il centro di Cavezzo distrutto dal terremoto di martedì 29 maggio (Foto Fiocchi)

Il centro di Cavezzo distrutto dal terremoto di martedì 29 maggio (Foto Fiocchi)

Saranno 500 i giovani italiani selezionati con il bando straordinario di servizio civile nazionale a favore delle zone colpite dal terremoto. Le aree in cui andranno a operare non riguarderanno solo le tre regioni colpite dal sisma dello scorso maggio, ma anche l’Abruzzo. La maggior parte (400) saranno destinati all’Emilia-Romagna, 50 giovani andranno a prestare servizio in Lombardia e Veneto e altri 50 all’Aquila.

“Questa iniziativa, che si traduce in utilita’ per le comunita’ locali e per i giovani che vivranno questa esperienza- ha detto Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna- e’ coerente con lo stile adottato dalla Regione nella gestione del sisma e rappresenta un’ulteriore opportunita’ per le istituzioni di essere vicine ai cittadini anche dopo la fase della prima emergenza”.

Grazie alla legge regionale 20/2003 la Regione ha inoltre finanziato l’avvio nel servizio civile regionale di altri 100 giovani stranieri che potranno affiancare i coetanei italiani. Sollecitato dalla Conferenza delle Regioni (che ne ha ottenuto il finanziamento, il bando era stato annunciato il 6 settembre dal ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, in occasione dell’inaugurazione del nido comunale “Arcobaleno” a Camposanto, in provincia di Modena.

Per quanto riguarda le province di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, 350 giovani saranno impegnati nel settore educativo e assistenziale, mentre 50 nella tutela dei beni artistici e culturali.
“Contiamo di partire al piu’ presto- ha detto l’assessore
– abbiamo gia’ chiarito gli aspetti principali con l’Ufficio nazionale del ministero e interessato le Unioni dei Comuni a cui spettera’ la programmazione e l’attuazione operativa negli ambiti educati e assistenziali insieme agli enti nazionali e regionali accreditati per il servizio civile”.

Nei prossimi giorni, ha precisato Marzocchi, “il progetto verra’ sottoposto all’esame del Comitato istituzionale per essere valutato e, successivamente, incontreremo anchei referenti tecnici locali per approfondire i contenuti e l’organizzazione”. Nella progettazione dell’intervento saranno coinvolti i Comuni colpiti e il Terzo settore.

Fonte Dire

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