Recupero di un simbolo del terremoto


Già stati ricoverati i circa trecento frammenti della Madonna di S.M. in Vado

da estense.com del 26 luglio 2012

La mattina di venerdì prossimo, alle 10, dinnanzi alla Basilica di Santa Maria in Vado, la sezione ferrarese di Italia Nostra invita la cittadinanza a partecipare alla inaugurazione del restauro della statua che ne sormontava il timpano e la cui tragica immagine, dopo una caduta di trentadue metri sul sacrato antistante, è stata una delle prime e delle più coinvolgenti a comparire sulla stampa e sui social network dopo la prima scossa del sisma che ha colpito anche la nostra città.

Alla presenza delle autorità civili e religiose, dei rappresentanti della Direzione dei Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, delle Soprintendenze, dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, della presidente nazionale di Italia Nostra, verrà illustrato il progetto che la sezione ferrarese dell’associazione ha deciso di promuovere e di coordinare per coerenza con la propria tradizione di tutela del patrimonio storico artistico, nel segno del “dove era, come era”.

L’adozione di un monumento particolarmente significativo per la città ha potuto felicemente fondersi con l’iniziativa “Andrea Ferreri sculptor – recupero della Madonna ferita di Santa Maria in Vado”, ideata dallo scultore Maurizio Camerani che ha scelto di affrontare a titolo gratuito questo complesso intervento, destinato a congiungere due artisti a tre secoli di distanza; nell’ambito di un’altrettanto generosa disponibilità è la collaborazione tecnico scientifica della restauratrice Ilaria Cavallari, oltre che la partecipazione di alcuni ex allievi del “Dosso Dossi”.

Il laboratorio di restauro, che sarà aperto al pubblico, è stato allestito nella parte agibile del primo chiostro della Basilica dove, con un’ammirevole operazione di recupero dal timpano e dal selciato del sacrato compiuta dai vigili del fuoco, sono già stati ricoverati i circa trecento frammenti della statua da ricomporre.

Gli studi storici relativi a quest’opera, realizzata dal più importante scultore nella Ferrara del Settecento, saranno utili ad un corretto recupero del manufatto anche tramite comparazioni con altri lavori del Ferreri. La sezione ferrarese di Italia Nostra, oltre ad aver curato la procedura necessaria alla realizzazione dell’intervento, proponendolo alla Commissione per l’Arte Sacra della Diocesi di Ferrara e ottenendo l’autorizzazione della Soprintendenza, ha creato le condizioni per un altra singolare sinergia: materiali e strumentazioni per il restauro saranno finanziate da un “charity event” avvenuto il 10 luglio a Londra tra i dipendenti della Casa d’Aste Christie’s grazie alle capacità organizzative di una di loro, la ferrarese Eleonora Mazzeo, “specialist” di arte cinese ancora molto legata alla sua cittá.

 

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