In Emilia dal 20 maggio ad oggi ci sono state oltre duemila scosse


da La Nuova Ferrara del 12/07/2012  

di Margherita Goberti

FERRARA- E’ inutile evidenziarlo, l’argomento del giorno è il terremoto; dai media sappiamo tutto quanto accade nelle tendopoli e come procede la protezione civile mentre in città si susseguono gli incontri degli esperti che cercano di spiegarci scientificamente il drammatico evento. C’è stato anche chi ha fatto allarmismo annunciando un’altra forte scossa e fissandone addirittura la data, cosa che poi ovviamente non si è verificata poiché i terremoti non si possono ancora prevedere. Una precisazione che Massimo Coltorti della Commissione Grandi rischi – sezione vulcanica, ha voluto fare l’altra sera a palazzo Bonacossi, dopo i saluti del magnifico rettore Pasquale Nappi, che ha aperto l’affollatissima iniziativa “Il terremoto in Emilia”. Moderati da Franca Siena direttrice del dipartimento di scienza della terra dell’università di Ferrara, alcuni docenti dell’Istituto hanno affrontato temi specifici. Daniele Masetti insegnante di geologia, ha parlato delle rocce del sottosuolo emiliano e della loro stratificazione iniziata 200 milioni di anni fa, del materasso alluvionale che compone la pianura Padana, dei sedimenti che hanno coperto i vari bacini presenti. Sull’Appennino nascosto si è soffermato invece Riccardo Caputo che partendo dalla placca euroasiatica, che si sta avvicinando a quella africana, è entrato nel tema della sismicità dell’Emilia Romagna tracciandone una storia nel tempo. «Il sottosuolo è caratterizzato da diversi spessori – ha ricordato che variano moltissimo anche tra territori vicini. A Casaglia ad esempio la roccia si trova a solo 150 metri dalla superficie e per questo il massimo della magnitudo a Ferrara può arrivare al sesto grado della scala Ricther». Lo studio del sottosuolo è comunque in grado di fornire quei dati che possono dare parametri geometrici che possono tracciare una mappa della pericolosità sismica. Gli ultimi interventi sono stati affidati prima al geofisico Giovanni Santarato che sta monitorando, attraverso una rete che controlla i fluidi della geotermia, gli eventi sismici dal 20 maggio ad oggi. Oltre 2000; oggi in netto calo come potenza. Si è chiuso con il geologo Marco Stefani che concentrato il suo intervento sulla distribuzione dei danni nel centro storico ed in particolare sugli edifici universitari.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...