«Pochi comuni sono al sicuro»


Coltorti (commissioni Grandi rischi) e Santarato spiegano il sisma

Da La Nuova Ferrara del 4 luglio 2012

L’allarme lanciato dalla Commissione grandi rischi? «Per la verità non ho contribuito a stendere il rapporto: non l’ho nemmeno ricevuto subito, ne sono venuto in possesso di soppiatto. Chi me l’ha passato mi ha avvertito di non farne parola con nessuno, men che meno con i giornalisti. Poi è successo quel che è successo». Il retroscena sulla genesi del documento che ha terrorizzato e indignato la prima linea del terremoto, incautamente rivelato da Mario Monti in conferenza stampa, arriva da colui che certamente non è definibile come un “outsider”: Massimo Coltorti, petrografo e vulcanologo dell’Università di Ferrara, della commissione è membro a tutti gli effetti. «So che da queste parti non ci vedono di buon occhio – si schermisce lo studioso di fronte ai presenti in municipio a Ferrara per un incontro pubblico sul post-terremoto – ma tuttora non esiste un protocollo di comunicazione tra le quattro sezioni di cui è composta la commissione: sismica, vulcanica (quella di cui faccio parte), idrogeologico-climatica e nucleare. Queste parti lavorano a compartimenti stagni e dopo il terremoto dell’Aquila c’è stata una sola riunione plenaria, lo scorso marzo». Secondo Coltorti, «le scosse del 20 e 29 maggio ci hanno sorpresi come cittadini, non come geologi: da tempo si sapeva che il territorio ferrarese fosse zona sismica». L’altra illusione andata in frantumi la racconta Giovanni Santarato, docente di Geofisica all’Università di Ferrara: «Si pensava che i sedimenti presenti nel sottosuolo della pianura padana e il tessuto alluvionale potessero in un certo senso ammortizzare gli effetti del sisma: tutt’altro, li hanno amplificati». Santarato illustra mappe su mappe: attualmente è impegnato a studiare la definizione delle strutture sismogenetiche presenti in città e i fenomeni di liquidazione nell’Alto Ferrarese. Nell’immediato rassicura («le repliche sisimiche si stanno attenuando fino a scomparire»), sul medio-lungo periodo allerta («solo i comuni di Berra, Mesola e Goro sono da ritenersi al sicuro»). Durante il confronto pubblico sono intervenuti anche il geologo Marco Stefani, l’esperta di legislazione tecnica e ambientale Marilena Martinucci, l’architetto Andrea Malacarne (Italia Nostra) e l’architetto Roberta Fusari (assessore all’urbanistica del Comune di Ferrara). Organizzatori l’amministrazione comunale, il Museo civico di Storia naturale e la Società naturalisti ferraresi, in collaborazione con Italia Nostra e Università.

Fabio Terminali

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