«L’obiettivo: dopo l’estate vogliamo la normalità»


Il Resto del Carlino del 21/06/2012 , articolo di BENEDETTA SALSI

TORRE VITTORIA _Pericolanti i merli della torre che si affaccia su corso Martiri:
sono stati puntellati. (Fonte: Il resto del Carlino del 21/05/2012)

L’obiettivo, per il sindaco Tiziano Tagliani, è uno solo: «Alla fine dell’estate deve riprendere la vita normale». Ordinarietà, la chiama. A trenta giorni dal sisma che ha messo in ginocchio l’Emilia – dopo un mese esatto da quella scossa del 20 maggio che ha seminato morte e distruzione nella nostra provincia – il primo cittadino di Ferrara e tutti i suoi assessori si sono seduti intorno a un tavolo per raccontare quello che è stato fatto. Come la macchina amministrativa abbia reagito, fin da subito. Gli interventi messi in atto, quelli ancora da fare. I SOLDI spesi («non ne abbiamo, non vogliamo e non possiamo indebitarci, useremo quelli che arriveranno dalla Regione», ha precisato Luigi Marattin). E quelli che servirebbero. Tanti, tantissimi («la cifra reale la conosceremo forse tra qualche anno»). A oggi, comunque, l’emergenza è costata quasi due milioni di euro. Per gli altri interventi si attende di attingere al fondo regionale di due miliardi e mezzo. LA SCUOLA. Sopra ogni cosa. «Tutti i bambini avranno le loro classi, a settembre». È una promessa. Lo sottolinea forte, il primo cittadino. Completamente inagibili, al momento, ci sono due strutture: l’asilo Aquilone e le elementari Mosti, di via Bologna. Entro il 17 settembre però verranno trovate strutture alternative. Nessun modulo, nessun container. Questa è la meta. Perché «i bambini sono la prima preoccupazione». Anche se la situazione è molto più complessa. «Per far tornare di nuovo agibili gli istituti scolastici in parte lesionati ci vorranno un milione e 700mila euro», ha spiegato Aldo Modonesi (lavori pubblici). E tutto sarà fatto, di pari passo alle risorse che arriveranno. Diverso sarebbe rendere tutte le scuole della città (8 materne, 10 elementari, 5 medie e 4 palestre) antisismiche: servono oltre 90 milioni di euro. GLI UFFICI pubblici, tutto sommato, hanno retto. Anche il Municipio. Inagibili solo alcune stanze e parte della residenza comunale. Domani comunque, in Regione, ci sarà l’incontro per fare il punto della situazione con tutti gli amministratori coinvolti dal sisma, per capire dove poter ricollocare le attività. Il nodo più delicato da sciogliere, ora, è la sede della polizia municipale (quella storica è inagibile e la centrale degli agenti è stata trasferita in un furgone). Già da oggi però potrebbe essere scelta la nuova collocazione, almeno per il ‘comando centro’ dei vigili di quartiere in pieno centro storico. I CROLLI. Torri, merli, guglie, palle, pigne. «Tutto quello che poteva cadere ed essere pericoloso è stato rimosso», ha precisato Modonesi. Ora l’asse più delicato, da tenere sotto controllo costante, è quello di corso Martiri, su cui insistono il teatro Comunale («non si sa quando riaprirà»), il Castello («non è pericolante»), il Municipio e la torre Vittoria («sono stati messi in sicurezza i merli pericolanti ed è stata transennata»). Da domani, perciò, il mercato settimanale tornerà in Porta Reno, con una sola fila di banchi, fino al Savonarola. I CONTROLLI continuano. «Sono state 6.156 le richieste avanzate dai privati, 3.631 quelle effettuate». Roberta Fusari, carte alla mano, rassicura. «Il 70% delle verifiche sono positive. Le squadre Aides hanno trovato 96 edifici completamente inagibili (servirà un’ordinanza del sindaco), per altri 62 saranno sufficienti accorgimenti tecnici». Anche quelli nelle strutture sportive («solo il 9% è risultato inagibile», ha precisato Luciano Masieri (sport). LA SOLIDARIETÀ, intanto, non si ferma. E, mentre l’assessore all’ambiente Rossella Zadro ha rinunciato al suo stipendio per i terremotati («questa è la mia terra»), il conto corrente delle donazioni continua a lievitare. A ieri erano stati raccolti oltre 47mila euro, anche grazie ai versamenti delle città gemellate: 20mila da St. Etienne, in Francia; 10mila da Kaufbeuren, in Germania. «Faremo un punto di ascolto per il sostegno psicologico anche in città», ha spiegato Chiara Sapigni (servizi sociali). Gli sfollati ospitati nelle strutture, nel comune estense, sono circa 200 (circa 70 famiglie). Il traguardo, però, è stato fissato. «Ferrara è viva. E continuerà a esserlo».

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